A Firenze è di scena il Medio Oriente

Torna a Firenze Film Middle East Now, il festival internazionale di cinema che è arrivato alla sua quarta edizione e che si è aperto ieri, 3 aprile, con Zaytoun di Eran Riklis, la storia dell’amicizia tra un bambino palestinese e un pilota israeliano durante la guerra civile libanese.

Anche quest’anno Middle East Now si propone di far conoscere al pubblico italiano titoli premiati ai migliori festival internazionali, di autori emergenti e cineasti affermati, che difficilmente trovano una distribuzione nel nostro circuito cinematografico. Il viaggio oltre a toccare i Paesi del Medio Oriente (come suggerisce il nome stesso del festival) si allargherà quest’anno fino ad arrivare anche agli Emirati Arabi, al Bahrein, all’Algeria e al Marocco.

Tra gli appuntamenti da non perdere c’è la mostra di Rana Salam che sarà inaugurata sabato 6 aprile. La graphic designer libanese è diventata celebre per aver reinterpretato e rilanciato l’immaginario popolare della cultura araba più recente. Le illustrazioni dei poster dei famosi film egiziani degli anni ’80 si mescolano alle confezioni colorate delle gomme da masticare libanesi, e si intrecciano con simboli islamici tradizionali, caratteri calligrafici e figure mitiche della cultura araba, come la celeberrima cantante egiziana Umm Kulthum. Il tutto in una coloratissima salsa “pop”.

In programma quattro documentari dedicati alla Siria:

TRUE STORIES OF LOVE, LIFE, DEATH AND SOMETIMES REVOLUTION di Nidal Hassan. Nel marzo 2011 l’artista danese Lilibeth Cuenca e il regista siriano Nidal Hassan, intenzionati a girare un film sulle donne che lottano per una vita più libera in Siria, non avrebbero mai immaginato di arrivare a Damasco il giorno prima dello scoppio della rivoluzione. Il loro progetto è diventato così qualcosa di completamente diverso: un film sulla lotta di un intero popolo per la libertà. (Venerdì 5 – Ore 19.00 – Cinema Odeon)

TALE OF TWO SYRIAS di Yasmin Fedda. Girato in gran parte prima dello scoppio della rivoluzione, il film offre uno spaccato della vita quotidiana in Siria, attraverso i sogni, gli interrogativi le storie di due uomini che non potrebbero apparire più diversi: un fashion designer iracheno alla ricerca di una sistemazione a Damasco, e Butrus, un monaco appassionato di calcio che vive nel monastero di Mar Musa a pochi chilometri a nord della capitale. (Sabato 6 – Ore 15.00 – Cinema Odeon)

Domenica 7 al Cinema Odeon alle ore 16.00 saranno proiettati:

AL INTITHAR (L’attesa) di Mario Rizzi. Presentato all’ultima Berlinale, il documentario racconta la dura vita di alcune donne siriane nel campo Zaatari nel deserto giordano, in cui vivono oltre 45.000 rifugiati, dove l’attesa di qualcosa di indefinito sembra protrarsi l’infinito. Anteprima italiana alla presenza del regista.

ROUND TRIP di Mayar Al Roumi. La storia d’amore on the road da Damasco a Tehran tra Walid e Suhair. La sua automobile è il solo posto dove Walid, tassista di Damasco, può rubare un bacio alla ragazza che ama. Ma quando Suhair viene invitata a Tehran da un’amica, i due decidono di partire insieme in treno. Il viaggio diventa così un’occasione per conoscersi e un’avventura splendida come il paesaggio che scorre davanti ai loro occhi.

Dal Libano arrivano invece:

74 – LA RECONSTRUCTION D’UNE LUTTE di Raed e Rania Rafei. Nel 1974 l’Università Americana di Beirut fu occupata dagli studenti per oltre un mese. I registi Rania e Raed Rafei sono partiti da qui, per mettere in scena un film in cui il presente si sovrappone al passato, già nella scelta degli attori: giovani attivisti di oggi, che con i propri dubbi e le proprie convinzioni incarnano l’esperienza di quarant’anni prima. In anteprima italiana. (Venerdì 5 – ore 21.00 – Auditorium Stensen)

A WORLD NOT OURS di Mahdi Fleifel. In anteprima italiana il pluripremiato documentario vincitore del premio Cinema For Peace all’ultimo festival di Berlino. Uno spaccato della storia personale del regista Mahdi Fleifel, cresciuto nel campo profughi di Ayn al Hilwe del sud del Libano, e successivamente trasferitosi all’estero. Il film racconta la storia di Abu Eyad, amico di una vita del regista. Il film ripercorre le estati passate assieme a seguire i mondiali di calcio, quando i palestinesi diventano per qualche settimana brasiliani, tedeschi o italiani. (Sabato 6 – Ore 20.30 – Cinema Odeon)

Il festival si chiuderà lunedì 8 aprile con la proiezione del corto JASAD & THE QUEEN OF CONTRADICTIONS di Amanda Homsi-Ottosson sulla controversa scrittrice libanese Jumana Haddad. Fondatrice della rivista Jasad (corpo), la prima rivista erotica in arabo, la Haddad sarà presente a Firenze per la proiezione e per presentare il suo ultimo libro “Superman è arabo”.

Il programma completo del festival e la guida a tutti gli eventi si possono scaricare a questo link.