“Open Shutters Iraq”. Le foto dei sentimenti

Nel dicembre del 2006 un gruppo di donne provenienti da cinque città irachene si è ritrovato a Damasco per partecipare a un progetto fotografico: per un mese hanno vissuto e lavorato insieme in una casa tradizionale nella città vecchia, dove hanno imparato le basi della tecnica fotografica.

Di diversa età, religione ed estrazione sociale, queste donne si sono raccontate: hanno descritto la loro infanzia, la lotta per l’istruzione, amori e tradimenti, nascite e morti, le guerre, la violenza e i loro atti di resistenza quotidiana.

Tornate in Iraq, hanno scattato le loro storie fotografiche per ritrarre, nel modo più personale possibile, quanto stava accadendo intorno a loro. Queste fotografie, corredate di descrizioni, racconti e didascalie, sono diventate il nucleo portante di un film-documentario, realizzato dalla regista di origine irachena Maysoon Pachachi, intitolato Open Shutters Iraq.

Attraverso il dolore, l’umorismo, la caparbietà e l’energia di queste donne, riaffiorano storie sepolte per decenni, durante i quali l’unico imperativo sembrava essere sopravvivere alla devastazione della guerra, della dittatura e delle sanzioni internazionali.

“Sono stati i nostri sentimenti a fare le foto”, dice una delle protagoniste.

I fili delle vite individuali di queste donne si sovrappongono e intrecciano per formare la trama di un vissuto collettivo. Ancora una volta l’individuo annichilito e silenziato dallo sfaldamento del proprio mondo riafferma in un atto creativo la propria dignità e il senso della sua esistenza.

Il 28 febbraio alle ore 18:00 il film sarà proiettato all’Istituto francese (Ifpo) di Beirut nella sua versione in arabo, sottotitolata in inglese. Seguirà un dibattito con la regista Maysoon Pachachi e la responsabile dell’Osservatorio urbano, Cecilia Pieri.