Damasco sbugiarda Amnesty, “Zeinab è viva”

La foto di Zeinab al Hosni fornita dalla famiglia

La ragazza siriana Zaynab al Hosni non è stata arrestata dai servizi di sicurezza, non è stata uccisa sotto tortura, mutilata, decapitata e scorticata come aveva affermato nei giorni scorsi Amnesty International: la tv di Stato sirianaha mandato in onda nelle ultime ore un’intervista con una ragazza che si è presentata come Zaynab al Hosni, mostrando la propria carta d’identità.

“Mi chiamo Zaynab al Hosni, del quartiere di Bab Sbaa di Homs, e ho lasciato la casa di famiglia senza dirlo a nessuno per fuggire dalle torture che mi infliggeva mio fratello”, afferma la giovane, col volto circondato dall’hijab nero.

Nei giorni scorsi l’organizzazione umanitaria internazionale basata a Londra aveva denunciato la sparizione della Hosni, e il successivo ritrovamento da parte della madre del suo corpo mutilato, senza testa e scorticato, nell’ospedale militare di Homs. Lì era stato consegnato ai genitori il corpo del fratello Muhammad, secondo Amnesty morto anch’egli sotto tortura.

“Ho saputo della mia storia dai notiziari televisivi che dicevano che ero stata arrestata dalla sicurezza siriana e che il mio corpo era stato bruciato e fatto a pezzi”, ha aggiunto la ragazza intervistata dalla tv di Stato.

L’agenzia ufficiale Sana accusa stamani i mezzi d’informazione che hanno l’unico obiettivo di creare la divisione tra i siriani diffondendo menzogne per servire gli interessi stranieri.

Qui sotto il video della tv di Stato siriana

E qui il video del fratello di Zeinab in cui racconta la storia della sorella