Scusate lettori

Scusate lettori perché abbiamo dato nei giorni scorsi risalto a una notizia successivamente risultata non vera. Si tratta della storia di Zeinab al Hosni, di Homs. Amnesty International aveva diffuso un comunicato in cui citava la famiglia della giovane e affermava che era stata uccisa e il suo corpo mutilato, decapitato e scorticato. Avevamo pubblicato il video amatoriali dei presunti funerali.

La tv di Stato siriana ha oggi mostrato una ragazza che ha affermato di essere Zeinab al Hosni, smentendo il rapporto di Amnesty International. In serata, Human Rights Watch (HRW) ha dichiarato di aver parlato con la madre di Zeinab che ha confermato l’identità della giovane apparsa sugli schermi televisivi siriani.

Stamani su questo sito ne era nata una polemica tra me e un lettore che sosteneva la tesi della veridicità della testimonianza televisiva, mentre io difendevo la posizione affermando che ritenevo più autorevole Amnesty International che i media ufficiali di Damasco.

Nel difendere la mia tesi, ho ribadito una serie di punti fermi, in cui credo tuttora, sull’assenza di trasparenza dei media siriani e sulle ripetute menzogne da loro formulate, al di là del caso della Zeinab.

Colgo l’occasione per annunciare che d’ora in avanti SiriaLibano eviterà di dare particolare risalto a notizie la cui autenticità non può esser verificata e che tenterà al contrario di fornire spunti e approfondimenti per orientarsi con maggior consapevolezza nella questione siriana e nella guerra mediatica in atto.

Qui sotto la notizia diffusa oggi da ANSA sulla versione di HRW.


La madre di Zainab al Hosni, una giovane siriana comparsa ieri sera alla tv di Stato per smentire le affermazioni di organizzazioni umanitarie secondo cui la ragazza era stata torturata e uccisa, ha confermato che la donna mostrata è sua figlia. Lo ha reso noto Human Rights Watch (Hrw).

“Abbiamo parlato con la famiglia e ci hanno confermato che la persona apparsa in tv è Zaynab” ha detto alla Reuters Nadim Houry dell’ufficio libanese di Hrw. “La madre – ha aggiunto – ha affermato che è sua figlia”. La ragazza, 18 anni, era diventata un simbolo della rivolta siriana contro il presidente Bashar al Assad dopo che il corpo bruciato e decapitato di una donna era stato trovato lo scorso settembre in un obitorio dalla famiglia di Zainab Hosni, secondo quanto riferirono Hrw e Amnesty International.

Amnesty aveva riferito che la giovane era stata prelevata da sospetti agenti della sicurezza lo scorso luglio nell’apparente tentativo di spingere suo fratello, Mohammed Dib, un attivista, a costituirsi.

Ieri sera la tv siriana ha trasmesso un’intervista con la ragazza, mostrando la sua carta d’identità e affermando che la falsa notizia della sua morte era stata diffusa per “servire interessi stranieri”. Houry ha commentato che la ricomparsa di Zainab Hosni non deve far dimenticare che “c’é una donna decapitata che è stata consegnata alla famiglia Hosni per essere sepolta”.