Beirut, Tre artisti e una città

Things fall apart; the centre cannot hold;
Mere anarchy is loosed upon the world.
William Butler Yeats

A Beirut tre artisti, Noor Haydar, Dominic Madden e Tom Young hanno dipinto insieme in due giorni le stesse tavole della grandezza di 240cm x 360cm per rappresentare le alterne vicende di un luogo immaginario attraverso l’azione combinata di natura, religione e urbanizzazione.

Questa esperienza artistica è stata trasformata in un video, in cui le immagini si accavallano in strati successivi di vernice che si sovrappongono in un moderno palinsesto e sono accompagnate dalla musica del libanese Clotaire K  a tratteggiare una storia e un paesaggio che appaiono tanto più reali, quanto più sembrano frutto della fantasia.

All’eden iniziale generoso di vegetazione, pieno di pesci che guizzano, si sovrappongono i primi insediamenti umani, piccole case, strade, norie sul fiume. Fiammate di un giallo vivido delineano poi l’arrivo della religione e la sua diffusione nella città che appare poi soffocata da un’urbanizzazione sempre più invadente.

I colori e le immagini si susseguono veloci come fuochi d’artificio che scoppiettano sulle tavole finché appare il disegno di un aereo: guerra, bombe, distruzione. E infine si delineano raffigurazioni di tentativi di ricostruzione, e poi il turismo, il lusso, le donne nude, le catene internazionali, lo “sballo”, ma anche la cementificazione invadente che si impadroniscono tutti lentamente della scena fino al parossismo finale.

Ecco “Beirut art jam”: