Beirut, si può fare la Storia con le memorie?

Fino a che punto un’autobiografia può rappresentare una fonte attendibile per il lavoro dello storico?

Se le memorie sono quelle di una personalità pubblica, un politico, per esempio, o un diplomatico in pensione l’intrecciarsi degli accadimenti della sua vita e dell’epoca in cui è vissuto con la sua personale – e senza dubbio privilegiata – prospettiva su entrambi, può sicuramente contribuire all’analisi storica. Tuttavia, in che misura la costruzione dell’immagine di sé che l’autore vuole condividere con il lettore può incidere sulla veridicità degli eventi raccontati?

“L’attendibilità delle memorie come fonte dello studio della storia” (Sudqiyyat al-mudhakkirat ka-masdar li-dirasat al-tarikh) è il titolo della conferenza che si terrà mercoledì 30 novembre 2011 all’Institut français du Proche-Orient (Ifpo) di Beirut.

A parlarne saranno Carla Edde, direttrice del dipartimento di “Storia e relazioni internazionali” della facoltà di lettere dell’Università Saint-Joseph, e Maher al-Sharif, insegnante e ricercatore dell’Ifpo. La conferenza sarà in arabo e si terrà alle ore 18:00 presso la sala conferenze dell’Ifpo.