Fadlallah si salvò nel 1985 da un attentato della Cia

Nel film Spy Game (Usa, Tony Scott, 2001) si ricostruisce l’evento, cambiando Fadlallah con un tale “Salame” (“terrorista palestinese”). Nel film, il capo stazione della Cia a Beirut, Nathan Muir (Robert Redford) congedandosi all’aeroporto di Beirut, dopo l’attentato, dal suo agente sul campo Tom Bishop (Brad Pitt), si lamenta del modo in cui è stata condotta l’operazione e delle troppe vittime civili. (Qui sotto la scena dell’attentato).

Il vero attentato avvenne l’8 marzo 1985 a Bir al-‘Abed, quartiere alla periferia sud di Beirut, e prese di mira la residenza dell’ayatollah Muhammad Hussein Fadallah, spentosi in Libano lo scorso 4 luglio 2010. Fadallah aveva in passato ricordato che si era attardato a tornare a casa e che per questo si salvò per miracolo. Nell’esplosione l’intero palazzo di sette piani crollò. Morirono circa 80 persone e altre 200 rimasero ferite.

In un suo libro (Veil: The Secret War of the CIA, Simon & Schuster, 1987)  il celebre giornalista del Washington Post Bob Woodward riferiva che l’ex direttore della Cia William Casey gli aveva rivelato sul letto di morte che l’attentato contro Fadlallah era stato organizzato dai servizi segreti americani e portato a termine da una milizia cristiana libanese.