Fiskeans of Beirut, il martirio di una professione

Tempo fa il settimanale Time Out, nella sua edizione pubblicata a Beirut, aveva una rubrica intitolata Tribe of Beirut e dedicata per l’appunto a quei gruppi sociali, distinguibili per abbigliamento, luoghi di aggregazione e atteggiamenti condivisi che spiccano nel vasto e plurisfaccettato campionario umano che popola i quartieri della capitale libanese.

Una di queste “tribù” era quella composta dai Westerns in Beirut, ovvero da quegli occidentali che vogliono fare un’esperienza di vita in un Paese del Medio Oriente, vivono a Beirut, portano una kefiah attorno al collo e hanno sotto il braccio Pity the Nation (Il martirio di una nazione, in italiano), il libro sulla guerra civile libanese di Robert Fisk, il celebre giornalista inglese basato a Beirut.

Ecco le altre loro caratteristiche – così come le tratteggiava Time Out: Westerns looking for a Middle Eastern Adventure, otherwise known as ‘fiskeans’, members of this tribe have abandoned their home country to experience life ‘behind borderlines’, without realising theres a Dunkin Donuts in Lebanon. Desperate for nicely paid work… they’re now stuck in Beirut with no money… and nothing to do except attend their incomprehensible pre-paid Arabic Lessons…

-How can you spot one? – … they’re the ones flinching at the sound of wedding fireworks convinced they are bombs. With no transport of their own, the tribe waste alot of time on the street arguing about the difference between a ‘service’ and a ‘taxi’….

-What do they drink? – What don’t they? Borderline alcoholics.. they are addicted to cheap booze. Happy hour at the Mayflower is a traditional watering hole, but they can also be seen at Torino, T Marbouta or anywhere with cold beer.

-Where do they hang out? In Le Chef. If alone they’ll be spilling spoonfuls of food over their copies of ‘Pity the Nation’ and ‘Lonely Planet’. If dining with chums, subjects of conversation include visa problems… and waiting times at the Syrian Border…

Oggi all’interno di quella che ci sembra essere la stessa “tribù”, Angie Nassar e Nadine Elali – grazie anche alla redazione del quotidiano libanese online NOW Lebanon – hanno sintetizzato le caratteristiche degli pseudo-giornalisti stranieri in Libano e ne hanno fatto un divertente video. Buona visione