Libano, Il governo dice no alle spiagge “razziste”

(Beirut, 18 maggio) Torna l’estate e con l’apertura delle spiagge e dei club con piscina sul mare di Beirut tornano anche le polemiche sulle discriminazioni alle quali, secondo organizzazioni per i diritti umani, sono sottoposti i lavoratori immigrati, ai quali è vietato l’accesso in diverse di queste strutture.

Il ministero per il Turismo, scrive il quotidiano Daily Star, ha inviato una circolare a tutti i proprietari di stabilimenti balneari avvisandoli che ”nessuna discriminazione in termini di razza, di nazionalità o… speciali necessità” verrà tollerata, laddove l’ultima descrizione fa riferimento alle persone disabili.

Un portavoce del ministero ha detto al giornale che periodiche ispezioni saranno condotte e che i trasgressori saranno multati o, nel caso siano recidivi, anche costretti a chiudere le loro strutture. La questione dell’accesso agli stabilimenti balneari è al centro delle polemiche da quando, nel 2010, il Movimento anti-razzista libanese ha diffuso su Internet un video (che potete vedere sotto) di una donna di colore alla quale non veniva permesso l’accesso allo Sporting Club, una delle strutture balneari di più antica tradizione lungo la Corniche.

Questa settimana un altro video simile è stato reso pubblico. Il responsabile delle pubbliche relazioni allo Sporting, Walid Abu Nasser, ha respinto ogni accusa di dicriminazioni razziali, affermando che lo stabilimento, essendo una struttura privata, ha il diritto di selezionare le persone che sono ammesse, ”come avviene nei night club”.

In base a questa politica, ha aggiunto Abu Nasser, vengono lasciati fuori non solo le domestiche, ma anche eventuali guardie del corpo dei clienti, famiglie con troppi bambini o uomini soli.

Ma proprio il paragone con i night club è criticato dagli attivisti. ”I night club discriminano, e ciò è intollerabile”, afferma Nadim Houry, direttore per il Libano di Human Rights Watch. ”Qui – aggiunge Houry – la questione è che non deve esserci alcuna discriminazione, di carattere socio-economico, di genere, di razza o di nazionalità”.