Libano, Le memorie di guerra viaggiano in bus

(di Alberto Zanconato* per ANSAmed). Un conflitto che spesso si preferisce dimenticare, seguito da una pace sempre in bilico. È questa la guerra civile libanese, che ha sconvolto per 15 anni il Paese dei Cedri facendo – secondo diverse stime – almeno centomila tra morti e dispersi.

Per cercare di aiutare i libanesi a fare i conti con questo passato doloroso, lo scorso 13 aprile, giorno in cui ricadeva il 37/o anniversario dell’inizio delle ostilità, un archivio mobile ha cominciato da Beirut un viaggio attraverso tutto il Libano.

‘Se l’autobus potesse parlare… viaggio nel cuore della memoria del Libano e dei libanesi’ è il tema dell’iniziativa, promossa dall’Organizzazione non governativa Umam con la sponsorizzazione dell’Onu e dell’Unione europea.

E il riferimento all’autobus è scontato per tutti i libanesi: l’attacco compiuto il 13 aprile 1975 da uomini armati delle Falangi cristiane contro un autobus che trasportava miliziani palestinesi, con un bilancio di 27 morti e 19 feriti – seguito ad un altro attacco compiuto lo stesso giorno davanti alla chiesa di Mar Mikhail contro una cerimonia delle Falangi – è considerato convenzionalmente come l’episodio che diede inizio alla guerra civile destinata a durare fino al 1990. Ma che in realtà era stata preceduta da un’impennata delle tensioni politiche e confessionali negli anni precedenti.

L’autobus originale, crivellato di colpi e coperto di ruggine, è stato recuperato da Umam ed è conservato in un hangar nel quartiere di Haret Hreik, nel sud sciita di Beirut.

L’archivio viaggiante, che comprende diari, informazioni sui fatti e i protagonisti principali e notizie e reportage di stampa, è invece stato allestito su un mezzo più moderno, già usato per le corse di linea tra Beirut e Sidone.

Alla guerra, con i suoi morti, le sue pulizie etniche e i tanti scomparsi di cui le famiglie non hanno più saputo nulla, ha fatto seguito una ”pace incompleta”, ha affermato il direttore di Umam, Lokman Slim.

Una situazione in cui oggi è più che mai forte il timore che le nuove tensioni della regione, in particolare in Siria, possano riaccendere le polveri in Libano, dove si è preferito dimenticare piuttosto che capire quanto successo.

A simboleggiare questo atteggiamento è la legge sull’amnistia per i crimini commessi durante il conflitto, alla quale in molti fanno riferimento con il gioco di parole ‘amnistia-amnesia’.

”Il Libano non potrà voltare la pagina della guerra senza prima averla letta e compresa”, ha affermato Slim, citato dal quotidiano L’Orient le Jour, in una cerimonia per la presentazione dell’iniziativa alla quale era presente per il governo il ministro degli Esteri, Adnan Mansour.

L’autobus-archivio, gli ha fatto eco Robert Watkins, rappresentante per il Libano del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), ”aiuterà a fare i conti con il passato e a riflettere”. ”Si dice che il tempo cura tutte le ferite – ha insistito Watkins – ma ciò non è possibile semplicemente dimenticando il passato”. (ANSAmed).

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* Alberto Zanconato è capo a Beirut dell’ufficio di corrispondenza dell’ANSA per il Medio Oriente.