“Mamnou3!”, la serie libanese contro la censura

Mamnou3 è la grafia utilizzata dai giovani arabi su Internet e nelle chat per la parola mamnuʻ, che vuol dire “proibito” ed è il titolo di una nuovissima serie che è stata lanciata il 1 luglio sul web.

La serie si articola in dieci episodi che saranno pubblicati su Internet a cadenza settimanale. Ciascuno di essi dura poco meno di dieci minuti e ripropone in modo ironico e paradossale la vita quotidiana all’interno di finti uffici della Sicurezza generale, dove una troupe cinematografica ha il permesso di filmare e intervistare gli impiegati.

Tra pile di faldoni polverosi, ventilatori cigolanti, solitari al computer e difficoltà linguistiche, i funzionari si destreggiano con le produzioni artistiche controverse, con il difficile compito di smussarne gli aspetti sensibili.

L’obiettivo della serie è ridicolizzare l’obsolescenza della pratica censoria in Libano che si basa su una legislazione che risale al periodo del Mandato francese, piena di lacune cui devono sopperire di volta in volta i funzionari incaricati.

Nadim Lahoud, ideatore della serie ha dichiarato all’Orient le Jour: “In arte, è vietato vietare. Con Mamnou3, vogliamo incoraggiare almeno il pubblico a chiedersi chi censura, perché e con quale diritto”. Ma sottolinea anche: “Il nostro obiettivo principale è quello di far ridere la gente!”.

Mamnou3 intende proprio rappresentare l’aspetto ridicolo della pratica censoria in assoluto, senza sconfinare però nel bozzettistico.

Mamnou3 è uno sprone ad abbandonare principi che non sono più attuali”, ha affermato Ayman Mehanna, direttore del centro SKeyes per le libertà mediatiche e culturali che ha promosso la serie web. “Questo progetto rappresenta per noi un nuovo strumento per combattere la censura”.

Ecco il trailer e il link al sito della serie, dove sono disponibili le prime due puntate.