Libano, non è stata (solo) una guerra degli altri

“La guerra per gli altri” è titolo del celebre libro di Ghassan Tueni, ormai anziano e malato intellettuale e politico beirutino.

Un’espressione che nel suo volume viene ampiamente argomentata e analizzata, ma che nella sua forma sintetica (diventata: “la guerra degli altri”) ha offerto e offre ancora oggi a moltissimi libanesi la possibilità di attribuire ad “altri” (palestinesi, siriani, israeliani, americani, sovietici, …) la responsabilità del conflitto che distrusse il Paese dal 1975.

Anche di questo ha parlato Fawaz Traboulsi, storico libanese, docente alle due università americane di Beirut (Aub e Lau), incontrando il 20 aprile 2012 gli studenti del Club Laic dell’Aub, in occasione del ciclo di commemorazioni per l’anniversario (il 13 aprile di ogni anno) dello scoppio della guerra civile.

“Non ci sarà mai una versione unica della guerra”, ha affermato Traboulsi a proposito della difficoltà degli storici di oggi e dei protagonisti di allora di mettersi d’accordo sulle origini e il susseguirsi degli eventi.

“Ma questo non deve essere una scusa per non informarci, documentarci, comunicare, ricordarci di imparare dalla guerra”, ha detto lo storico di impostazione marxista, autore di uno dei volumi più utili per comprendere la storia del Libano moderno contemporaneo: A History of Modern Lebanon.