Iraq apre al Consiglio siriano, su pressioni Usa

Bashar al Asad riceve il premier Nuri al Maliki, 2009Il premier iracheno Nuri al Maliki ha invitato a Baghdad i leader del Consiglio nazionale siriano (Cns), piattaforma di oppositori all’estero di cui fanno parte anche gli attivisti dei Comitati di coordinamento locali in patria. Lo riferisce il 5 dicembre il quotidiano panarabo al Hayat, che cita fonti governative e politiche vicine a Maliki.

Secondo le fonti, il premier iracheno, ha inviato un invito ufficiale ai leader del Cns per discutere delle posizioni. L’Iraq, assieme al Libano, si è di fatto opposto in seno alla Lega Araba all’imposizione di sanzioni economiche al regime di Damasco, dopo la mancata applicazione da parte di quest’ultimo di alcuni punti del piano arabo elaborato da metà ottobre a inizio novembre dall’organizzazione con sede al Cairo.

Il giornale edito a Londra ha inoltre affermato, citando fonti vicine a Maliki, che la posizione di Baghdad rispetto alle opposizioni siriane è cambiata dopo le pressioni esercitate da Washington. Nella sua ultima visita nella capitale irachena, il vice presidente Usa Joe Biden ha, secondo le fonti, chiesto a Maliki di adottare un atteggiamento diverso nei confronti della questione siriana.

Entro la metà di dicembre 2011 è previsto il ritiro definitivo dei militari Usa in Iraq dopo otto anni di occupazione, iniziata con l’invasione del 2003 a cui è seguita la deposizione del regime di Saddam Hussein. L’allora governo iracheno era dominato da un’ala del Baath, rivale di quella al potere in Siria dal 1966 (il Baath siriano prese il potere nel 1963 ma l’ala civile, che poi si rifugiò a Baghdad, fu esautorata tre anni dopo dalla corrente dei militari).

La legittimità dell’attuale governo di Nuri al Maliki ha uno dei suoi capisaldi nella lotta al regime baatista di Saddam Hussein. Secondo al Hayat, Biden avrebbe intimato al premier iracheno che un eventuale allineamento di Baghdad alle posizioni iraniane e siriane condurrà l’Iraq all’isolamento. Secondo numerosi osservatori, il governo di Maliki è fortemente influenzato dalla politica del vicino Iran.