Al-Asad, minoranze non sono protezione regime

Il presidente Bashar al Assad ha smentito con forza l’accusa che gli si rivolge da più parti di proteggere il suo regime cercando l’alleanza delle minoranze confessionali, in primis quella cristiana.

E’ quanto ha detto un membro della delegazione dell’Assemblea dei cristiani d’Oriente, basata in Libano e di ritorno dalla visita a Damasco. “Assad ci ha assicurato che non si schiera con l’alleanza delle minoranze, ma con l’unità di una rinnovata identità araba che garantisca chiunque in Siria”, ha detto la fonte citata stamani dal quotidiano di Beirut in inglese The Daily Star.

Ormai da settimane in Libano tiene banco la polemica negli ambienti politici cristiani scatenata dalle dichiarazioni rilasciate a Parigi dal cardinale maronita Beshar al Rai, patriarca della chiesa cattolica di rito orientale più numerosa della regione. Al Rai aveva definito il presidente Assad “poverino” perché pur essendo un “riformatore, non può fare miracoli”.

“La nostra visita a Damasco ha avuto l’obiettivo di ribadire ad Assad che sosteniamo il dialogo e le riforme”, ha detto il membro della delegazione, ripetendo lo slogan del regime siriano: “dialogo e riforme”. I vertici delle chiese cristiane orientali in Siria e Libano da mesi ribadiscono il loro sostegno alla politica di Assad. Secondo l’ONU, oltre 2.700 siriani sono stati uccisi nella sanguinosa repressione, in corso da oltre sei mesi, delle proteste popolari pacifiche.

“Ci rifiutiamo di prender parte nei disordini violenti e di fungere da cavalli di Troia per ciascuna parte in conflitto”, ha aggiunto la fonte citata dal quotidiano libanese. Dal canto suo, il leader cristiano libanese Samir Geagea, aveva invitato domenica scorsa i cristiani d’Oriente a prender parte al movimento di cambiamento in corso nel mondo arabo e a non farsi lasciare usare dai regimi come “sacchi di sabbia”.