Annan, entro il 10 aprile Damasco applicherà il “piano di pace”

La mattanza in Siria da parte del regime si concluderà entro dieci giorni, almeno secondo l’auspicio di Kofi Annan, inviato speciale Onu-Lega Araba che a New York ha annunciato il sì di Damasco ad applicare entro 48 ore a partire dal 10 aprile prossimo “il piano di pace”. Intanto oggi, 2 aprile 2012, la repressione governativa ha mietuto le sue vittime, 62, che si aggiungono alle 81 cadute ieri.

All’indomani della seconda riunione degli “Amici della Siria” svoltasi a Istanbul, nella quale Lega Araba e paesi occidentali avevano chiesto ad Annan di definire una tabella di marcia per l’applicazione del piano piano e durante la quale gli oppositori avevano ribadito l’appello ad armare l’Esercito libero dei disertori, la Nato è tornata ad esprimere in modo chiaro e netto la sua opposizione all’idea di fornire armi ai ribelli. E la Russia si è detta contraria alla proposta di imporre ultimatum al regime di Damasco.

L’agenzia ufficiale Sana dal canto suo ha riferito dei funerali di dieci tra militari e agenti uccisi da non meglio precisati terroristi nei sobborghi di Damasco e nelle regioni di Idlib, Hama, Dayr az Zor e Homs. I Comitati di coordinamento locali degli attivisti anti-regime hanno invece fornito una lista dettagliata delle vittime della repressione odierna, cadute per lo più nella regione di Homs (39, di cui 13 solo nel quartiere di Deir Baalba) e in quella di Idlib (12). Dei 62 uccisi totali, quattro sono disertori dell’Esl.

L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) che da anni denuncia grazie a una fitta rete di ricercatori e attivisti sul campo le violazioni del regime, ha fornito, sempre oggi, un bilancio aggiornato delle vittime della repressione in 12 mesi e mezzo: 10.108, di cui 7.306 civili, 2.248 tra soldati e agenti governativi e 554 soldati disertori.

Informazioni impossibili da verificare sul terreno ma verosimili considerando i bilanci giornalieri. I media del regime forniscono giornalmente notizie dei funerali di militari e agenti ma non danno un bilancio aggiornato e dettagliato delle vittime. E raramente citano con nomi e cognomi le vittime civili.

Sul piano umanitario, il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), Jakob Kellenberger, è atteso il 2 aprile a Damasco per discutere con le autorità della situazione nelle zone colpite, degli aiuti necessari per rispondere alle “crescenti esigenze di malati, feriti e sfollati” e della possibilità di accesso ai luoghi di detenzione.

Il sostegno internazionale ai siriani in rivolta si ferma però qui. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha affermato che la fornitura di armi ai gruppi che lottano contro il regime in Siria “non è la via da seguire”, perchè “porterebbe a una pericolosa proliferazione nella regione”.

Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov aveva oggi ribadito la posizione di Mosca favorevole di fatto alla strategia repressiva di Damasco: siamo contrari a qualsiasi “scadenza” o “ultimatum” per l’applicazione del piano Annan, ha detto Lavrov. “Gli ultimatum e le scadenze artificiali sono raramente utili”, ha dichiarato il responsabile della diplomazia russa.