Attentato Damasco, “55 morti e 372 feriti”

Attorno alle 8 del 10 maggio 2012 la periferia sud di Damasco è stata scossa da un duplice attentato, compiuto secondo testimonianze locali da almeno due autobomba. Il governo riferisce di 55 uccisi, tra cui numerosi civili, e 372 feriti. Inizialmente, gli stessi media avevano riferito di 40 uccisi e 170 feriti. Il ministero degli interni non precisa quante vittime siano civili e quante siano militari e agenti.

I media ufficiali hanno accusato terroristi di esser dietro a questa strage. L’esplosione è stata udita a molti km di distanza ed è stata compiuta lungo una strada trafficata di fronte al compound della sede del Dipartimento “Palestina” (فرع  فلسطين) dei servizi di sicurezza militari.

Secondo fonti giornalistiche sul posto, che citano un testimone anonimo, tra le vittime ci sono anche 11 bambini. I giornalisti stranieri accreditati, giunti sul luogo dell’attentato circa un’ora dopo la duplice esplosione, sono stati avvicinati da un uomo, in abiti civili, che ha indicato la vicina scuola affermando che “tra le vittime ci sono anche 11 bambini”.

Dalle prime informazioni riferite dalle autorità, gli attentati sono stati eseguiti da due attentatori suicidi a bordo di altrettante autobomba. In tutto – afferma la tv di Stato – sono stati usati più di mille chilogrammi di esplosivo.

Le prime immagini trasmesse dalla tv di Stato siriana, circa un’ora dopo le esplosioni, hanno mostrato uomini in abiti civili raccogliere da terra “membra umane” ed estrarre corpi dalle carcasse bruciate delle vetture.

“E’ questa la libertà che vogliono?!”, è stata la frase più spesso pronunciata da questi uomini, in riferimento alle rivendicazioni di manifestanti, attivisti, dissidenti e oppositori in patria e all’estero, artefici della rivolta scoppiata nel marzo 2011.

Qui le foto del luogo dell’esplosione pubblicate dall’agenzia ufficiale Sana. Mentre qui la testimonianza audio di Alberto Stabile, giornalista di Repubblica, accreditato in Siria e presente sul luogo dell’attentato. Assieme a Viviana Mazza, inviata del Corriere della Sera, anche lei giunta in Siria con regolare accredito giornalistico concesso dalle autorità di Damasco.

Il Consiglio nazionale siriano (Cns), principale piattaforma delle varie opposizioni siriane all’estero e di cui fanno parte anche membri del movimento rivoluzionario in patria, ha condannato il duplice attentato e ha accusato il regime di esser dietro alle esplosioni.

Dal canto suo, l’esercito libero siriano (Esl), piattaforma che riunisce i soldati disertori anti-regime, ha smentito ogni legame col duplice attentato compiuto stamani alla periferia sud di Damasco e ha ribadito la volontà di rispettare il cessate il fuoco, formalmente in vigore in Siria dal 12 aprile su richiesta delle Nazioni Unite.