Beirut, collaboratore Time accusato di traffico di armi

Un giornalista libanese di origini palestinesi e collaboratore della rivista americana Time è stato rapito da miliziani di Hezbollah a Beirut e poi consegnato alla polizia militare libanese.Ora è accusato di “traffico di armi”. Fonti ben informate interpellate da SiriaLibano affermano che al momento della sua cattura, il giornalista “stava effettivamente svolgendo azioni controverse”.

La scomparsa di Rami Aysha, traduttore e giornalista per diverse testate straniere, risale al 30 agosto ma ne è stata data notizia solo negli ultimi giorni. Secondo il Time, Aysha è stato prelevato sotto la minaccia delle armi da uomini di Hezbollah nella periferia sud di Beirut, tradizionale roccaforte del movimento sciita.

Al momento della scomparsa Aysha era a bordo di un auto con altre due persone. Secondo la tv di Hezbollah, al Manar, il giornalista era assieme a un sottufficiale libanese, Wissam Abdel Khaleq e del cugino del militare accusati di contrabbando di armi verso la vicina Siria. Al Manar riferisce dell’arresto dei tre da parte della polizia militare senza citare il ruolo svolto dagli uomini armati di Hezbollah.

Secondo l’avvocato di Aysha citato dal sito online di Time, il giornalista e gli altri due sequestrati sono stati picchiati duramente prima di esser consegnati alla polizia militare. Una settimana fa Aysha è stato trasferito al carcere di Qubbe, a Tripoli, nel nord del Paese, con limitate possibilità di incontrare la famiglia e rinchiuso in una sovraffollata cella con criminali comuni.

Sempre l’avvocato di Aysha afferma che finora il giudice si è rifiutato di scarcerare su cauzione il giornalista e di render noto l’accusa “fino alla fine dell’inchiesta”. Secondo le leggi libanesi, una persona può rimanere in stato di fermo senza conoscere i motivi della sua detenzione fino a due mesi.

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Aggiornamento del 19 settembre 2012. La procura militare libanese, che attualmente ha in mano il fascicolo relativo ad Aysha ha affermato che il collaboratore del Time è accusato di “traffico di armi” e ha precisato che è stato fermato dalla polizia militare il 31 agosto. Secondo la testimonianza dello stesso Aysha citato dal suo avvocato, il sequestro nella periferia sud di Beirut è avvenuto il 30 agosto.