Beirut, Shopping mall e Horror vacui

(di Gyuf ‘a) Che sia horror vacui o consapevolezza che lo “shopping sia davvero l’ultimo rito sociale rimastoci”, resta comunque il fatto che un altro pezzett(ino) di terra sta per vendere, chiaramente contro voglia, la propria libertà allo sviluppo. Sì perché non si parla più di progresso da anni e i report degli studi di architettura e planning, che ci si trovi nell’Europa contemporanea della crisi o nella Cina contemporanea delle opportunità, continuano a diffondere segnali di ottimismo pronunciando esclusivamente la parola development (preoccupante già per la sua cacafonìa).

Beirut, 2011. Un altro pezzett(ino) di terra libera sta per scomparire, o meglio trasformarsi in qualcosa di diverso: palme sicuramente sorgeranno da quel terreno, sì palme mediorientali (anche se del tipo che viene dal Maghreb), ma solo come interstizi verticali di verde, fra coperture di vetro, scale mobili, rotonde e rampe, tante, tantissime rampe di accesso per le auto. D’altronde come ci si muove a Beirut? In auto! E come si va al centro commerciale? In auto.

Sono solo voci per il momento ma sembra che su un terreno in prossimità dell’aeroporto della città, quello con la pista che finisce in mare per intenderci, quello che si vede anche in Waltz with Bashir, per gli europei che si informano col cinema, sorgerà un nuovo centro commerciale.

“Meno aria e più buste” sembra essere lo slogan adottato di chi si occupa di governare (pianificare non si dice più, non c’è più neanche lo spazio per farlo, a parte la Cina , il Pakistan e quei posti lì) la città, il suo territorio e prospettarne uno sviluppo (appunto non crescita).  “Meno aria e più buste” finché l’aria non sarà piena di buste e le buste piene d’aria e agli antichi beirutini non resterà che rinchiudersi ciascuno in una busta per respirare.
Mark Ravenhill senza tanti profetismi  l’ha già detto: Shopping and Fucking. Se solo ci si impegnasse di più sul secondo fronte, ah, se solo ci si impegnasse di più.

Dimmi dove compri e ti  dirò da dove vieni: la mappa dei centri commerciali nell’agglomerato beirutino (tutti  ubicati nella parte orientale) e le aree ancora vuote intorno all’Aeroporto. Quale sarà il nostro pezzett(ino)?