SiriaLibano » Acnur http://www.sirialibano.com "... chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo..." Fri, 02 Dec 2016 12:52:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.1.28 "... chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo..." » Acnur no "... chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo..." » Acnur http://www.sirialibano.com/wp-content/plugins/powerpress/rss_default.jpg http://www.sirialibano.com Giordania, Il Campo profughi Zaatari http://www.sirialibano.com/siria-2/giordania-campo-profughi-zaatari.html http://www.sirialibano.com/siria-2/giordania-campo-profughi-zaatari.html#comments Sun, 28 Jul 2013 14:28:54 +0000 http://www.sirialibano.com/?p=16677 Ha fatto il giro del mondo questa foto aerea del campo Zaatari in Giordania, scattata dal fotografo Mandel Ngan (AFP/Getty Images). Aperto nel luglio 2012, nel giro di un anno è diventato uno dei più grandi campi profughi al mondo e ospita – stando alle ultime statistiche dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati – oltre 130.000 siriani fuggiti dal loro Paese.

Forse come tanti altri campi del Medio oriente si trasformerà fino a diventare una città o un quartiere/sobborgo depresso vicino a un’altra città, Mafraq, in questo caso, che si trova a meno di 10 km.

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Libano, più di un milione di profughi siriani http://www.sirialibano.com/short-news/libano-piu-di-un-milione-di-profughi-siriani.html http://www.sirialibano.com/short-news/libano-piu-di-un-milione-di-profughi-siriani.html#comments Mon, 17 Jun 2013 09:53:18 +0000 http://www.sirialibano.com/?p=15864 Oltre un milione di siriani sono fuggiti nel vicino Libano. Di loro chi se ne occupa?Più di un milione di profughi siriani sono in Libano, Paese che ha una popolazione di appena quattro milioni di abitanti e che si estende su una superficie pari a quella dell’Abruzzo.

Lo si legge sul quotidiano libanese an Nahar che il 17 giugno 2013 ha pubblicato un’anticipazione di un rapporto congiunto tra il governo dimissionario di Beirut e l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur – Unhcr).

Sulla pagina dell’Acnur dedicata alla crisi siriana si legge però che i profughi riconosciuti come tali e registrati in Libano sono 530mila (pagina consultata il 17 giugno 2013). Le stime del governo di Beirut ammontano invece a circa un milione di persone.

Il 18 giugno a Beirut è previsto un incontro tra i vertici dell’Acnur in Libano e il premier dimissionario libanese Najib Miqati. Si veda comunque la mappa della distribuzione geografica dei profughi siriani in Libano, aggiornata al 10 giugno 2013 ed elaborata dall’Acnur.

In Libano ci sono almeno un milione di profughi siriani – si legge sul giornale – ma in questo conteggio non figurano i siriani che non dichiarano la loro presenza per paura di rappresaglie politiche né figura il mezzo milione di lavoratori siriani. A queste cifre si aggiungono circa 70mila palestinesi fuggiti dalla Siria e ora in Libano.

Sul tema, le istituzioni libanesi sono di fatto assenti perché di fatto paralizzate dall’atteggiamento attendista di quasi tutte le forze politiche locali di fronte alla guerra in Siria. Il governo del premier Najib Miqati è dimissionario, ma non ci sono limiti temporali imposti dalla costituzione per la formazione del nuovo esecutivo affidato a Tammam Salam.

Le elezioni legislative sono state rinviate al novembre del 2014, mentre il mandato del presidente della repubblica scadrà tra meno di un anno e già si è entrati nel vivo del dibattito politico sull’opportunità di prolungare anche l’incarico a Michel Suleiman.

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Siria, circa un milione e mezzo di sfollati interni http://www.sirialibano.com/short-news/siria-circa-un-milione-e-mezzo-di-sfollati-interni.html http://www.sirialibano.com/short-news/siria-circa-un-milione-e-mezzo-di-sfollati-interni.html#comments Tue, 24 Jul 2012 11:38:13 +0000 http://www.sirialibano.com/?p=10309 E’ salita fino a un milione e mezzo la stima del numero di sfollati interni in Siria dall’inizio delle violenze. Lo ha detto il 24 luglio 2012 a Ginevra la portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) Melissa Fleming citando gli ultimi dati della società della Mezzaluna rossa siriana.

“Abbiamo dati tra un milione e un milione e mezzo” per il numero di persone fuggite dalle proprie case ma rimaste nel Paese, “molti dei quali hanno sempre più bisogno di assistenza umanitaria”, ha aggiunto Fleming.

La settimana scorsa la stima dell’Onu era di un milione di sfollati, ma si trattava di un dato molto prudente che è stato aggiornato, ha precisato la portavoce.

E la gente continua a fuggire. A Damasco, migliaia di persone hanno trovato rifugio in scuole e giardini pubblici. In tutto, 58 edifici scolastici ospitano famiglie siriane. In 16 mesi di violenze e scontri, alcuni sono sfollati per la seconda volta, dopo essere già fuggiti da Homs, ha osservato la portavoce.

Continua inoltre l’esodo dei siriani nei Paesi vicini, così come dei rifugiati iracheni in Siria. Circa 10mila di loro sono tornati in patria da mercoledì scorso, con il sostegno del governo di Baghdad, che ha organizzato voli speciali, e dell’Unhcr. Molti rifugiati iracheni si sono rivolti all’Unhcr in Siria riferendo di una situazione sempre più a difficile. Alcuni hanno evocato minacce dirette, altri il timore di restare coinvolti nei combattimenti.

Sul fronte dei siriani in fuga nei Paesi confinanti, il Libano ha registrato un totale di 30mila rifugiati, anche se il numero effettivo non è noto poiché non tutti si registrano. In Giordania, i rifugiati siriani registrati sono 36mila, ma altre decine di migliaia sarebbero presenti.

In Turchia, il numero di rifugiati siriani registrati è di oltre 44mila. L’Unhcr ha espresso apprezzamento per la decisione di Giordania, Libano, Iraq e Turchia di mantenere aperte le frontiere ai siriani in fuga. (Ansa).

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Onu, oltre 50mila profughi siriani http://www.sirialibano.com/short-news/onu-oltre-50mila-profughi-siriani.html http://www.sirialibano.com/short-news/onu-oltre-50mila-profughi-siriani.html#comments Sat, 28 Apr 2012 16:17:48 +0000 http://www.sirialibano.com/?p=7799 L’Alto commissariato Onu per i diritti umani (Unhcr) ha pubblicato il bilancio aggiornato dei profughi siriani fuggiti nei Paesi confinanti. Sono oltre 50mila, precisamente 50.377.

Dopo un anno e un mese dall’inizio della rivolta e della conseguente repressione militare e poliziesca, l’Onu apre un sito Internet in cui fornisce i dati dettagliati della situazione umanitaria: Syrian Refugee Regional Response.

In Turchia, 23.343

In Libano, 12.671

in Giordania, 12.034

In Iraq, 2.329

Ma non ci sono solo numeri. Ci sono cartine geografiche aggiornate, statistiche, documenti sulle modalità di raccolta fondi, notizie e una lunga lista di organizzazioni non governative e internazionali che partecipano a diverso livello all’azione di soccorso umanitario in Turchia, Libano, Giordania e Iraq.

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Unhcr, più di 15.000 profughi siriani in Libano http://www.sirialibano.com/short-news/unhcr-piu-di-15-000-profughi-siriani-in-libano.html http://www.sirialibano.com/short-news/unhcr-piu-di-15-000-profughi-siriani-in-libano.html#comments Tue, 03 Apr 2012 12:56:46 +0000 http://www.sirialibano.com/?p=7079 La cifra è record: più di 15.000 profughi siriani sono attualmente in Libano. A dirlo è l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur, Unhcr) nel suo ultimo rapporto periodico, basato su rilevamenti condotti sul terreno dal 23 al 30 marzo scorsi.

Fonti di organizzazioni non governative islamiche riferiscono invece di circa 27.000 siriani nel Paese dei Cedri. Intanto, nel dettaglio ecco i dati Unhcr della distribuzione dei profughi siriani in Libano.

Nord del Libano (Tripoli, Akkar, Wadi Khaled): 8.549.

Valle della Beqaa (Aarsal, Baalbeck, Saadnayel): 6.000 circa.

Altre regioni e Beirut: 512.

Nelle ultime due settimane si è avuto un incremento dell’afflusso di profughi a causa di ripetuti incidenti frontalieri, sconfinamenti delle forze siriane fedeli al presidente Bashar al Asad e di scontri tra queste e l’Esercito libero dei disertori anti-regime.

Domenica scorsa, due fratelli originari della regione di Qusayr (Homs), di 17 e 13 anni, gravemente ustionati durante un bombardamento d’artiglieria governativo contro il loro villaggio, sono stati trasferiti in un ospedale tedesco tramite il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) e l’ambasciata di Germania in Libano. Sono i primi due siriani feriti, ricoverati in Libano a esser portati fuori dal Paese dei Cedri per cure mediche. Nell’ultima settimana di marzo, prosegue l’Unhcr, sono giunti in Libano in tutto 13 civili feriti.

Qui l’appello dell’Unhcr per la raccolta fondi destinata ad aiuti umanitari per l’emergenza profughi nei Paesi confinanti la Siria.

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Profughi siriani, l’azione di Islamic Relief in Libano e Giordania http://www.sirialibano.com/short-news/profughi-siriani-lazione-di-islamic-relief-in-libano-e-giordania.html http://www.sirialibano.com/short-news/profughi-siriani-lazione-di-islamic-relief-in-libano-e-giordania.html#comments Wed, 14 Dec 2011 09:51:00 +0000 http://www.sirialibano.com/?p=4843 Sono passati molti mesi dalle prime fughe di civili siriani in Libano, Turchia e Giordania dalle zone più colpite dalla repressione, eppure – a parte il caso turco – scarseggiano ancora dati complessivi e organici sul loro numero, sulle loro condizioni e sopratutto su quali enti istituzionali e privati si occupano della questione.

Pubblichiamo a tal proposito questo articolo scritto in esclusiva per SiriaLibano da Islamic Relief, organizzazione umanitaria indipendente, fondata del 1984 in Gran Bretagna (si veda scheda in fondo alla pagina).

A partire da Maggio 2011, Islamic Relief (attraverso la sua sede libanese) si è attivata nell’assistenza ai profughi siriani, che varcavano il confine alla ricerca di riparo e protezione dalle violenze e dall’insicurezza nel loro paese di origine.

In coordinamento con l’Acnur (l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, Unhcr), è stata condotta in primo luogo una verifica delle condizioni e della presenza dei profughi (stimata a circa 2.000 persone) nella regione dell’Akkar, una delle zone libanesi più fragili dal punto di vista economico e sociale.

In seguito, sono state organizzate due distribuzioni di pacchi cibo e di kit igienici (contenenti saponi, pannolini, rasoi e asciugamani puliti), presso le abitazioni delle famiglie ospitanti i profughi.

Le difficoltà rilevate sono state dovute alla difficile mappatura dei profughi, che sono ospitati presso famiglie (spesso di parenti) le quali temono tuttavia possibili ritorsioni o violenze qualora si sappia che essi danno rifugio a dei siriani fuggiti dal paese.

In un secondo tempo inoltre, la presenza di diversi attori umanitari ha reso necessari molti sforzi di coordinamento per evitare sovrapposizioni di interventi. Infine, i profughi siriani non sono assemblati in un’unica zona ma sono spesso sparsi e soggetti a mobilità interna e a cambiamenti dei flussi dovuti a possibili cambiamenti della situazione in Siria.

Attualmente Islamic Relief sta monitorando la situazione dei bisogni dei profughi, preparandosi ad intervenire ancora in caso di aumento degli sfollati o mobilità degli stessi verso nuove destinazioni. Vi sono altre agenzie umanitarie presenti nella zona e la presenza dell’Acnur e e del Comitato internazionale della Croce rossa sui confini tra Siria e Libano.

Islamic Relief è inoltre presente in Giordania, in modo analogo, nell’assistenza ai profughi siriani ospitati da circa 550 famiglie che beneficiano di distribuzioni e di supporto per affrontare l’inverno in precarie condizioni.

La sede italiana di Islamic Relief  ha sostenuto tutti questi interventi per i profughi siriani in difficoltà attraverso la campagna di raccolta fondi “Emergenza Siria”. Invitiamo tutti coloro che sono interessati a partecipare a questa o ad altre iniziative di solidarietà con popolazioni in difficoltà, a visitare il nostro sito e scoprire come donare per sostenere i nostri progetti, oppure a chiamare il numero verde 800 68 88 77.

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Islamic Relief è stata fondata da musulmani, con alla base i  valori religiosi della solidarietà e della fratellanza. Nel corso degli anni, Islamic Relief si è ampliata, arrivando oggi ad avere 100 sedi e una presenza in più di 30 paesi del mondo.

Anche se la base dei suoi valori è rimasta invariata, Islamic Relief è un’organizzazione non religiosa, indipendente e imparziale,  e che porta aiuto e soccorso a popolazioni di qualsiasi razza, etnia o religione, senza alcuna distinzione.

I settori di intervento dell’organizzazione sono le emergenze umanitarie (durante le quali collabora spesso con partner internazionali quali il Comitato internazionale della Croce Rossa, la Mezzaluna Rossa, il World Food Program e le Nazioni Unite) e i progetti di sviluppo legati all’acqua e igiene, educazione, condizioni abitative e salute.

Islamic Relief svolge inoltre un’importante azione nel settore del sostegno a distanza di minori in difficoltà economica e sociale, attraverso le sue 14 sedi operative nella raccolta fondi  in Europa e nel mondo.

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Onu, circa 4.000 profughi siriani nel nord del Libano http://www.sirialibano.com/short-news/onu-circa-4-000-profughi-siriani-nel-nord-del-libano.html http://www.sirialibano.com/short-news/onu-circa-4-000-profughi-siriani-nel-nord-del-libano.html#comments Tue, 04 Oct 2011 20:54:21 +0000 http://www.sirialibano.com/?p=3148 Profughi siriani in AkkarSale a circa 4.000 il numero dei profughi siriani giunti nel nord del Libano dal maggio scorso, in fuga dalla repressione condotta dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad. Lo riferisce nel suo rapporto mensile l’Acnur (in inglese: Unhcr), l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Il rapporto precisa che dei 3.954 profughi registrati dall’Onu, 250 sono arrivati nell’ultima settimana. L’esercito governativo di Damasco e le milizie lealiste sono impegnate da mesi nella repressione delle proteste scoppiate con forza nella regione centrale di Homs, confinante con l’Akkar, regione settentrionale del Libano dove d’inverno si registrano temperature rigide.

A maggio si era raggiunto l’apice dell’esodo con oltre 5.000 siriani in fuga. Dopo un momentaneo calo degli arrivi, da fine agosto si sono verificati nuovi flussi di profughi. Il ministero dell’istruzione libanese ha acconsentito a centinaia di bambini e ragazzi siriani di iscriversi alle scuole del nord del Libano per non perdere l’anno scolastico.

Le organizzazioni umanitarie libanesi denunciano la quasi carenza di sostegno del governo di Beirut alle famiglie dell’Akkar che da mesi hanno aperto le porte delle loro case o delle loro cantine ai profughi, molti dei quali fuggiti senza poter portare con sé nemmeno gli indumenti.

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Profughi siriani in Libano, farà presto freddo in Akkar http://www.sirialibano.com/short-news/profughi-siriani-in-libano-fara-presto-freddo-in-akkar.html http://www.sirialibano.com/short-news/profughi-siriani-in-libano-fara-presto-freddo-in-akkar.html#comments Sat, 24 Sep 2011 14:29:14 +0000 http://www.sirialibano.com/?p=2882 Maggio 2011, flusso di profughi sul ponte del fiume KabirNonostante le prime pioggie settembrine, a Beirut e Damasco fa ancora caldo ma sulle montagne dell’Antilibano, che divide i due Paesi, l’autunno è già arrivato. E l’inverno è alle porte.

Il freddo, oltre alla mancanza di sicurezza, preoccupa non poco le centinaia di mamme siriane fuggite da mesi o da appena pochi giorni nell’Akkar libanese dai loro villaggi oltre frontiera. (La foto nella home page riferita a questo articolo è di Gianluca Grossi, che si è recato nell’Akkar nel maggio scorso. Altre foto sono visibili al suo sito).

Secondo l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Acnur) sono circa 3.700 i siriani rifugiatisi nel nord del Libano da maggio scorso. Solo duecento ne sono arrivati nell’ultima settimana. Di queste migliaia di persone, senza casa e senza vestiti invernali, circa 900 sono bambini e ragazzi, di età comprese tra i quattro e i 17 anni.

I loro coetanei libanesi sono già a scuola. I loro compagni siriani rimasti dall’altra parte del confine o sono a scuola, o sono a casa perché andare a scuola è rischioso. Il governo di Beirut ha assicurato che a partire da dicembre questi piccoli profughi siriani potranno frequentare le scuole del nord del Libano. Basterà a farli sentire a casa? Ce lo racconta Natasha Yazbeck, dell’agenzia France Presse, recatasi a Mashta Hammud, villaggio di quattro case e una moschea a pochi km dal confine.

Dans une école désaffectée à la frontière nord du Liban, Abir et ses deux fils se préparent à passer leur premier hiver comme réfugiés syriens à Wadi Khaled, zone montagneuse et pauvre où ont afflué leurs compatriotes fuyant les violences en Syrie.

“Tous les réfugiés dans cette école se préparent pour l’hiver, mais personnellement, je ne peux accepter le fait de ne plus revenir chez moi, alors qu’il commence à faire froid”, lâche Abir en retirant son niqab dans la petite salle qu’elle partage avec sa famille à Mashta Hammoud, village libanais frontalier de son pays natal.

“Croyez-moi, je n’arrive même pas à demander des pulls pour mes enfants”, affirme cette femme de 29 ans, en allumant un bec Bunsen pour bouillir des pommes de terre pour ses fils de quatre et deux ans. Plus de 3.700 Syriens ont été enregistrés comme réfugiés auprès des Nations unies dans le nord du Liban depuis mars, au moment où le régime de Bachar al-Assad poursuit sa répression brutale du mouvement contestataire à travers le pays.

Selon le Haut Commissariat aux Réfugiés (HCR), près de 900 d’entre eux sont âgés entre 4 et 17 ans et doivent être inscrits à l’école avant le début de l’année scolaire la semaine prochaine dans les écoles publiques du Liban. “Le ministère libanais de l’Education a accepté que les enfants syriens déplacés s’inscrivent dans les écoles publiques, et le HCR assurera la scolarité”, affirme à l’AFP Jean Paul Cavalieri, le représentant adjoint de l’ogranisation au Liban. Mais pour les réfugiés, le problème va au-delà des formalités.

Nazha, originaire de la localité frontalière de Heet, craint que son fils et ses deux enfants ne fassent l’objet de discrimination à l’école, ou, pire encore, qu’ils ne soient enlevés par des agents syriens au Liban. “J’ai peur.. Je ne les enverrai pas à l’école cette année”, assure cette femme de 35 ans, dont le fils devait aller au lycée ce mois. “Je suis terrifiée à chaque fois que mon mari sort se promener”, renchérit Abir.

“J’ai tout le temps peur que le régime ou ses amis (au Liban) ne l’arrête”, en référence au Hezbollah chiite, allié de Damas. Partir de Tall Kalakh, sa ville natale: la décision s’est imposée après que deux de ses frères –des jumeaux– eurent disparu il y a trois mois dans des manifestations. L’un d’eux est rentré blessé, roué de coups, mais vivant. L’autre a été retrouvé à la morgue de l’hôpital local et a été enterré 24 heures avant qu’elle ne s’enfuit au Liban. “Mes enfants étaient terrifiés, mon aîné est devenu incontinent la nuit. Ils criaient et se cachaient dans leur chambre dès qu’ils entendaient des tirs”, raconte-t-elle les larmes aux yeux, tout en montrant fièrement les photos de ses frères sur son portable.

“Le monde a besoin de savoir que nous avons fui une guerre ouverte lancée par l’Etat contre le peuple syrien”, souligne-t-elle. Selon M. Cavalieri, “des rapports font état d’un renforcement de la sécurité du côté syrien, ce qui nous laisse croire que beaucoup de ceux qui tentent de passer (au Liban) sont bloqués”.

La plupart des réfugiés ayant pu s’échapper ont traversé des passages frontaliers illégaux, à travers des terrains rocailleux, au risque de leur vie. Certains viennent avec de maigres provisions, d’autres totalement démunis. Si la majorité peut compter sur des proches vivant de l’autre côté de la frontière, beaucoup comme Abir dépendent totalement de l’aide des Nations unies ou d’ONG. Dans l’école de Mashta Hammoud, beaucoup d’enfants ne se sont pas lavés depuis des jours et ne sont pas convenablement chaussés. Ils inventent des jeux pour faire passer le temps, dessinant une “carte” des villes syriennes sur des bouts de carton. Là où une pierre est jetée, c’est la guerre, expliquent-ils. (Agence France Presse, 23 settembre 2011).

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