Chiedeva fine violenze, arrestata a Damasco di fronte al Parlamento

Arrestata nel pieno centro di Damasco perché in modo pacifico chiedeva “la fine delle uccisioni” in Siria: è accaduto a una giovane studentessa siriana, Rima al Dali (foto), immortalata da un video amatoriale poco prima che uomini delle forze di sicurezza la picchiassero e la portassero via in un luogo sconosciuto assieme ad altri due attivisti di fronte alla sede del Parlamento.

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(AGGIORNAMENTO: Rima al Dali, di cui si parla in questo post, è stata rilasciata oggi, 10 aprile 2012, 48 ore dopo il suo arresto a Damasco. I suoi due compagni, Assem Hamsho e Stefania Baqle sono ancora in carcere).

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Anwar al Bunni, avvocato per la difesa dei diritti umani e più volte in carcere, ha riferito che sabato scorso la al Dali, Stefania Baqle e Assem Hamsho sono stati arrestati a margine del raduno a cui hanno partecipato poche decine di persone.

Nel filmato, postato su Youtube e riprodotto qui sotto, si mostra la giovane al Dali, originaria di Latakia e iscritta alla facoltà di Legge ad Aleppo, con un abito rosso, esporre al trafficato incrocio del quartiere Salhiye, a due passi dall’ingresso della sede del Parlamento, uno striscione con su scritto: “Fermate le uccisioni, vogliamo costruire una Patria per tutti i siriani”.

La legge siriana consente, almeno sulla carta, lo svolgimento di manifestazioni pacifiche. Nei mesi scorsi il regime aveva annunciato di aver abolito le leggi speciali, in vigore da mezzo secolo, che impedivano qualsiasi tipo di raduno che non fosse in sostegno del regime. Dall’inizio delle proteste e della conseguente repressione 13 mesi fa, gli attivisti hanno documentato l’arresto di più di 10.000 siriani per motivi politici.