Clamoroso Siria, un partito in parlamento… ma era illegale!

Le autorità siriane hanno legalizzato nelle ultime ore un nuovo partito politico. Che si era però già presentato, evidentemente senza l’autorizzazione ufficiale, alle elezioni legislative del 7 maggio e ha addirittura ottenuto un seggio in parlamento.

L’agenzia Sana riferisce che la Commissione ad hoc per gli affari dei partiti ha concesso l’autorizzazione al neonato partito della Volontà nazionale, ‘che diventa così “il decimo nuovo partito a essere riconosciuto”.

Eppure lo scorso 24 maggio, il quotidiano governativo al Thawra pubblicava in prima pagina l’elenco delle formazioni politiche che si sono aggiudicate seggi nel nuovo parlamento: il partito della Volontà nazionale, guidato da Qadri Jamil, figura nella lista con un deputato, Jamil appunto.

Ma se ancora non era autorizzato, come ha potuto fare campagna elettorale e partecipare alle elezioni. E addirittura portare uno dei suoi membri in parlamento?

Nell’immagine in fondo a questo post è riprodotta una parte della prima pagina di al Thawra. La menzione del partito della Volontà nazionale, (حزب الإرادة الشعبية) appare in basso nel secondo riquadro bianco da sinistra.

Sorprendente per un Paese come la Siria, dove da decenni il dominio politico del Baath, al potere da mezzo secolo, è pressoché assoluto, è il fatto che il partito della Volontà nazionale, che è stato legalizzato solo il 4 giugno, abbia tenuto una regolare conferenza stampa a Damasco il lontano 4 dicembre scorso ”alla presenza di giornalisti”.

Il presidente siriano Bashar al Assad aveva promulgato l’anno scorso un decreto per una nuova legge sul multipartitismo nell’ambito delle ”riforme”. Dissidenti, attivisti e oppositori in patria e all’estero hanno da tempo definito queste ”riforme” una farsa e hanno boicottato le elezioni del 7 maggio.