Come e cosa pensano i salafiti di Siria

Shaykh Luay al Zu'biI salafiti siriani si dicono pronti ad accettare un cristiano come futuro presidente della Siria in caso di caduta dell’attuale raìs Bashar al Assad: lo ha detto in un’intervista alla tv panaraba al Arabiya, lo shaykh Luay al Zubi, leader del Movimento dei Credenti (Harakat al-Muminin), principale sigla del salafismo siriano.

“Non vogliamo essere oppressi né oppressori, per questo nella Siria di domani sosterremo come presidente chiunque sia cittadino della nostra patria, sia esso cristiano, alawita o di qualsiasi altra appartenenza confessionale o etnica”, ha detto Zubi.

Originario della regione meridionale di Daraa, Zubi ha parlato da “un luogo non precisato in Medio Oriente”, intervistato da Gisele Khoury, nota giornalista libanese che conduce ogni settimana il programma di approfondimento “Studio Beirut”, dal nome della capitale libanese dove solitamente trasmette.

Alla domanda se i salafiti siriani vogliono fondare uno Stato religioso islamico, lo shaykh ha risposto: “Siamo per lo Stato fondato sul concetto di cittadinanza. La sua forma sarà decisa dalle urne”.

Zubi è stato presentato come un ex mujaheddin arabo in Afganistan durante l’occupazione sovietica, come seguace di Osama bin Laden ai tempi dei suoi soggiorni in Sudan e come ex combattente nella guerra di Bosnia, ma come oppositore degli attentati dell’11 settembre.

Lo sheikh salafita ha inoltre smentito le voci su un presunto armamento da parte di cellule di estremisti sunniti presenti o dirette in Siria, e ha affermato che le uniche armi sono quelle dei soldati siriani disertori. Qui sotto il video dell’intervista integrale in arabo.