“Comunque vada in Siria, per il Libano sarà un problema”

Marwan SharbelI libanesi devono temere quel che succede in Siria. Parola del ministro degli interni di Beirut, il generale Marwan Sharbel (foto).

Sharbel è un alto ufficiale di polizia ora in pensione, nominato ministro – in quota del presidente della Repubblica Michel Suleiman – nell’attuale governo dominato dalla coalizione guidata da Hezbollah. Durante la sua visita ufficiale in Francia Sharbel ha risposto alle domande ai giornalisti.

I siriani devono temere quel che sta accadendo in Siria? Risposta: “Sì, devono temere perché vivono uno dei momenti più difficili della loro Storia dai tempi dell’indipendenza (1943, ndt): per la situazione stessa in Siria e perché sono fortemente divisi al loro interno”.

“Non voglio scatenare il panico tra i libanesi – ha aggiunto Sharbel – ma devono esser coscienti che un cambio di regime in Siria causerà un problema in Libano. Ma anche se non cambierà il regime, questo costituirà un problema in Libano. Perché comunque vadano le cose, una parte dei libanesi si sentirà perdente e l’altra vincitrice”.

“In tal senso invito i libanesi a guardare la questione siriana non in termini di vittoria o sconfitta in Siria, ma in termini di vittoria o sconfitta in Libano”.

E allora, qual’è la soluzione? Per il ministro degli interni di Beirut, l’unica via d’uscita è “sedersi tutti assieme attorno a un tavolo… e anche se non si arriva a un accordo, solo il fatto di stare allo stesso tavolo può ridurre gli attriti nelle strade”.

Il ministro libanese si è mostrato ancor più veltroniano nel rispondere alla domanda sulle recenti e ripetute incursioni dell’esercito siriano in territorio libanese alla ricerca di oppositori anti-regime: “I siriani non hanno diritto di perseguire siriani penetrando in territorio libanese e lo Stato libanese ha il dovere di proteggere i suoi confini. Gli accordi bilaterali di sicurezza tra Siria e Libano – prosegue – non danno alle forze siriane di penetrare in Libano ma prevedono l’esistenza di un coordinamento in materia di sicurezza tra i due Paesi”.