Damasco, a Muhajirin il centro di ascolto

Pubblichiamo alcune parti dell’articolo scritto ieri da Claudio Accogli dell’Ansa il 4 novembre 2011 sul coinvolgimento dell’azienda lombarda Area Spa nel fornire al regime siriano il sistema di monitoraggio delle comunicazioni telematiche e telefoniche. Accogli fornisce dettagli che possono interessare molti, in particolare chi abita a Damasco, nel quartiere di Muhajirin.

(…) Secondo l’agenzia Bloomberg, i tecnici della compagnia italiana da mesi aiutano Damasco a rafforzare la propria capacità di controllo del dissenso, con un sistema che consentirebbe di monitorare internet a 360 gradi, intercettando le e-mail e creando una mappa dello scambio dati telematico che sulla carta può aiutare a individuare i network degli attivisti che contestano il regime di Bashar Assad. Il sistema, scrive Bloomberg, si chiama “Asfador”, il nome deriva dal personaggio che ha contattato l’azienda italiana nel 2008 per chiederle di partecipare al bando per il progetto.

Il costo è di oltre 13 milioni di euro: i tecnici italiani lavorano fianco a fianco con gli 007 del regime, che sarebbero impazienti di mettere le mani sul sistema. La tecnologia fornita da Area si compone di parti ottenute da altre aziende, americane ed europee, che pure negano di aver qualcosa a che fare con la Siria e il regime di Assad. I dipendenti dell’azienda ci lavorano perlomeno dal marzo scorso.

Sarebbero ospitati in una palazzina nei pressi di uno stadio di Damasco, e il progetto sarebbe gia’ arrivato nella fase di test, rivelano fonti informate che hanno scelto per ovvie ragioni di mantenere l’anonimato. Bocche cucite anche in Lombardia, con Area che non commenta le affermazioni dell’agenzia americana.

Per il regime siriano Asfador ricopre un’importanza strategia: la Ste, l’ente per le telecomunicazioni del governo, puo’ controllare attualmente solo una parte della rete, con internet che rimane un campo sostanzialmente ‘libero’. Il sistema e’ sostanzialmente pronto, e include, secondo le fonti, un centro di controllo situato nel quartiere Mouhajireen della capitale siriana: in un edificio sono collocati i sistemi di ‘ascolto’, collegati a una ‘stanza di sorveglianza’ dotata di oltre 40 computer, da cui, comodamente, gli agenti dell’intelligence di Assad saranno in grado di mappare il dissenso nel web, controllare la telefonia mobile, e quindi probabilmente impedire o porre un serio freno alla pubblicazione online di notizie, video e foto senza le quali la repressione nel Paese sarebbe un fatto sostanzialmente sconosciuto, visto che Damasco nega l’ingresso ai giornalisti stranieri.

I tecnici di Area spiegheranno agli 007 come usare il sistema, e come monitorare la popolazione (…).