Damasco abolisce sospensione import “beni di lusso”

Dopo forti pressioni da parte di commercianti e imprenditori di Damasco e e Aleppo e dopo un repentino innalzamento dei prezzi, le autorità siriane hanno deciso oggi di abrogare una legge appena entrata in vigore circa la sospensione delle importazioni di prodotti considerati di lusso, tra cui le autovetture e macchinari industriali.

Lo riferisce l’agenzia ufficiale Sana con una nota del consiglio dei ministri riunitosi stamani a Damasco. La misura, che comprendeva tutti i prodotti stranieri la cui tassa doganale è pari o superiore al cinque per cento, era stata annunciata la settimana scorsa dal ministro dell’economia e del commercio Muhammad al Shaar con il dichiarato obiettivo di limitare la fuoriuscita di valuta pesante dal Paese, colpito da diversi pacchetti di sanzioni economiche occidentali.

Gli ambienti commerciali di Damasco e Aleppo, tradizionalmente fedeli al regime della famiglia al Assad al potere da 40 anni, avevano nei giorni scorsi espresso i loro timori di un crollo delle loro attività e del conseguente deterioramento della già precaria situazione economica e sociale della Siria, scossa da quasi sette mesi da proteste senza precedenti.

Nei giorni scorsi le autorità turche avevano minacciato ritorsioni in caso di bando delle loro merci in Siria, mentre dal Libano gli industriali e alcuni imprenditori della valle orientale della Beqaa avevano espresso le loro preoccupazioni, chiedendo al governo di Beirut di chiedere a Damasco un’eccezione per i prodotti libanesi.