Damasco-Beqaa, la lista siriana

Wadi Khaled, as Safir 5 febbraio 2012A dimostrazione dell’unità territoriale de facto dei territori a est e a ovest dell’Antilibano, ovvero delle provincia siriane di Damasco e di Homs da una parte e della valle libanese della Beqaa dall’altra, in meno di dieci giorni le autorità militari e doganali locali siriane e libanesi si sono incontrate per ben tre volte per fare il punto sull’attività comune di lotta al contrabbando e al terrorismo.

Ovvero, per coordinare la ricerca di soldati siriani disertori che si sono uniti ai rivoltosi in Siria e che usano il territorio libanese per coprirsi le spalle, per ricevere rifornimenti, per curare i loro feriti negli ospedali libanesi.

L’ultimo incontro è avvenuto a Jdeidet Yabus, prima località siriana dopo la frontiera tra i due Paesi. Dopo essersi recati a Jdeide il 2 febbraio scorso, gli ufficiali libanesi si sono recati una seconda volta il 6 febbraio nei locali della dogana siriana. Il 30 gennaio la riunione si era invece svolta nel valico frontaliero di Dabbusiye, lungo il settore settentrionale libanese del confine.

Di fatto, come riporta il quotidiano di Beirut an Nahar (è una breve, quindi scorrere la pagina fino a trovare la notizia), i libanesi hanno ricevuto dai siriani una seconda lista di nomi di ricercati siriani e libanesi, presenti nel territorio libanese, accusati di contrabbando di armi e di azioni di sabotaggio in territorio siriano.

Nella precedente riunione del 2 febbraio, le parti si erano accordate di formare una Commissione militare e di sicurezza locale congiunta, a cui partecipano gli ufficiali siriani e libanesi rappresentanti della provincia di Damasco e della Beqaa.

Sin dalla prima riunione, a Dabbusiya, le autorità siriane avevano indicato a quelle libanesi i punti dove intervenire in Libano alla ricerca di trafficanti di armi e di sabotatori. I libanesi avevano risposto – riferisce an Nahar – che avrebbero verificato le informazioni.

Detto fatto, l’esercito libanese si è dispiegato nei giorni scorsi a Wadi Khaled, nella regione nord-orientale di Akkar a ridosso del confine con la provincia di Homs. Qui, sul giornale as Safir di Beirut, il resoconto delle perquisizioni a Wadi Khaled e la reazione della popolazione. Che da anni chiede l’intervento delle autorità di Beirut. A loro protezione però di fronte alle violazioni dell’esercito siriano. E non viceversa.