Damasco, Bianco su rosso allo Sham City Centre

“Non sapevo che un barattolo di vernice bianca avrebbe lasciato una traccia del genere, suscitando tutte queste meravigliose vibrazioni con una speranza a lungo assopita nella nostra rassegnazione”, ha scritto all’indomani dalla scarcerazione sulla sua pagina facebook Rima al Dali, la giovane siriana che qualche giorno fa aveva sfidato la sicurezza sventolando un telo rosso con scritte bianche di fronte alla sede del Parlamento.

E invece sono proprio dei cartelloni rossi con una scritta bianca a essere il nuovo segnale utilizzato dagli attivisti siriani non violenti che sfidano il pesantissimo controllo degli agenti della sicurezza e chiedono la fine delle uccisioni.

Qualche sera fa infatti otto ragazzi e ragazze hanno inaspettatamente scosso l’elegante indifferenza dello “Sham City Centre”, uno dei più grandi centri commerciali di Damasco, nel quartiere residenziale di Kafarsusa. Hanno mangiato lì, fingendo che fosse tutto normale, poi all’improvviso hanno tirato fuori dagli zaini degli striscioni con su scritto – bianco su rosso: “Fermate le uccisioni, vogliamo costruire una patria per tutti i siriani”.

Altri si sono sdraiati per terra, come se fossero morti. La gente ha iniziato ad applaudire finché sono arrivati i responsabili della sicurezza che – malgrado le proteste dei presenti – hanno allontanato e arrestato i ragazzi che oggi sono tornati liberi.

Bianco su rosso. Il bianco della pace e della speranza sul rosso del sangue dei martiri. E anche se c’era poco bianco rispetto al rosso, è il bianco il colore più luminoso e soprattutto è “per tutti i siriani”.