Elezioni siriane, la rivincita del Baath

Chi lo avrebbe mai detto? Il Baath, partito al potere in Siria da mezzo secolo, ha ottenuto una vittoria ancor più schiacciante nelle ultime elezioni legislative consacrate dai media ufficiali come “le prime dell’era del multipartitismo e le prime dall’abolizione del dominio del Baath in parlamento”.

La Commissione elettorale siriana ha fornito i risultati definitivi delle consultazioni del 7 maggio scorso, ma non ha precisato l’appartenenza politica dei 250 deputati eletti.

Ci ha pensato però il giornale libanese as Safir, vicino al regime siriano, a entrare nel dettaglio: “Il Baath si è assicurato una maggioranza di circa il 60 per cento”, si legge sul quotidiano di Beirut.

Secondo la legge elettorale precedente, il Baath – che dal 1963 al febbraio scorso aveva il dominio in parlamento – ha per decenni goduto del diritto di ottenere una maggioranza d’ufficio di 127 seggi sui 250 totali, con una percentuale che superava appena il 50 per cento.

Sono comunque tre i rappresentanti di due “nuovi” partiti siriani eletti in parlamento: Qadri Jamil e Ali Haydar del Fronte del cambiamento e della liberazione, e Amro Ossi dell'”Iniziativa dei curdi siriani”. Le opposizioni in patria e all’estero, gli attivisti e i dissidenti avevano boicottato le consultazioni definendole “una farsa del regime”.

I media ufficiali di Damasco hanno ieri riportato i dati di affluenza nazionale: appena il 51,26, senza però fornire cifre delle passate legislative. As Safir ha oggi ricordato che alle scorse consultazioni del 2007 l’affluenza era stata del 56 percento.