Fratelli musulmani, no a uno Stato islamico

Il logo dei Fratelli musulmani sirianiNo allo Stato islamico e sì a una Repubblica parlamentare governata da rappresentanti del popolo eletti in consultazioni libere, oneste e competitive; no alla discriminazione tra le varie confessioni e sì ai pari diritti per tutti i siriani sulla base del principio di cittadinanza; no alla discriminazione delle donne e sì alla pari opportunità tra i sessi.

Sono solo alcuni dei punti contenuti nel patto elaborato dai Fratelli musulmani siriani presentato il 25 marzo scorso. Il testo, che si apre e si chiude con riferimenti coranici, evoca la necessità di creare uno Stato civile, non teocratico né militare, in cui sia assicurata la divisione dei poteri.

Uno Stato in cui non vi sia spazio per terrorismo e atti di vendetta, nemmeno nei confronti di coloro che si sono macchiati di crimine di sangue contro siriani, perché chiunque – afferma il testo – avrà diritto a un processo giusto di fronte a giudici liberi, indipendenti e onesti.

Uno Stato che rispetti il diritto internazionale e sia fattore di stabilità e sicurezza nella regione. Che impieghi ogni mezzo legittimo per la restituzione delle terre occupate (le Alture del Golan, occupate da Israele nel 1967, n.d.r.) e che sostenga i diritti legittimi del popolo palestinese. Uno Stato che stabilisca rapporti positivi con i suoi fratelli e in primis col vicino Libano.

Il testo integrale può essere letto in arabo a questo link. Mentre qui sotto una sintesi in italiano fornita dal sito Il Mondo di Annibale e frutto di una traduzione dalla versione inglese del documento.

In questo momento cruciale della storia della Siria, nel quale l’alba di un nuovo inizio spunta dai lombi della sofferenza e del dolore, dall’eroismo degli uomini e delle donne di Siria, dei giovani e dei bambini come degli anziani, noi Fratelli Musulmani di Siria, muovendo dai principi della nostra fede islamica, basata sulla libertà, la tolleranza e l’apertura al prossimo, abbiamo deciso di presentare questa nostra Carta fondamentale. Per noi, Fratelli Musulmani, il futuro della Siria dovrà essere quello di

1- Un moderno Stato civile, basato su una costituzione che promani dalla volontà del popolo, varata da un’assemblea nazionale liberamente eletta. Questa Costituzione dovrà proteggere i diritti fondamentali degli individui e delle comunità da ogni possible abuso e assicurare a ciascuna realtà della nostra società un’equa rappresentanza.

2- Una moderna democrazia deliberativa e pluralista, in linea con le conclusioni raggiunte dal moderno pensiero, una repubblica parlamentare basata su libere elezioni.

3 – Uno Stato di cittadini uguali nei loro diritti di individui e di appartenenti a diverse realtà etniche e religiose, uno Stato basato quindi sui diritti e i doveri di cittadinanza, nel quale ogni cittadino ha diritto a candidarsi agli uffici più alti e importanti, sulla base delle rispettive competenze e della libera volontà del popolo. Uomini e donne infatti hanno la stessa dignità, la stessa eleggibilità, e quindi le donne dovranno godere di pieni diritti.

4 – Uno Stato che rispetta i diritti umani, così come li definiscono e riconoscono le grandi religioni e le convenzioni internazionali; diritti di dignità, uguaglianza, libertà di pensiero e di espressione, libertà di fede e di culto, libertà di informazione, di impegno politico, diritto a pari opportunità, alla giustizia sociale, a una vita decorosa. Uno Stato che respinge ogni discriminazione e proibisce ogni tortura.

5 – Uno stato basato sul dialogo e la partecipazione, non sull’esclusività né sull’esclusione o la trascendenza. Uno Stato che rispetta tutte le sue componenti etniche, religiose, comunitarie, in tutte le dimensioni culturali, sociali, e nel diritto di esprimersi, considerando la diversità una ricchezza, una estensione della lunga storia di coesistenza presente nell’umanesimo coranico.

6 – Uno stato che si auto-determina sulla base della volontà popolare, senza tutele dispotiche da parte di un governante, di un partito, o di un gruppo autoritario.

7 – Uno stato che rispetta le istituzioni, fondandosi sulla separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e nel quale gli eletti e i dirigenti pubblici siano al servizio del pubblico. Uno Stato quindi che definisca i poteri dei suoi rappresentanti e dirigenti e che li ritenga responsabili davanti alla legge del rispetto dei limiti di potere che gli sono stati imposti. Uno Stato in cui l’esercito e i servizi di sicurezza debbano proteggere le istituzioni e non i governanti, e che quindi non interferiscano nella competizione politica.

8 – Una Stato che rinuncia al terrorismo e alla violenza, che rispetti i trattati e le convenzioni internazionali, per essere un fattore di sicurezza e stabilità regionale e internazionale, stabilendo migliori relazioni con i paesi fratelli, a cominciare dal Libano, dove la gente ha sofferto per la corruzione e la tirannia, e dai palestinesi, che vanno sostenuti nella rivendicazione dei loro diritti.

9 – Uno Stato di diritto, che non ceda alla logica della vendetta. Anche chi ha insanguinato il nostro Paese uccidendo i suoi fratelli deve avere diritto a un giusto processo davanti a una magistratura libera e indipendente.

10 – Uno Stato fondato sulla cooperazione tra le grandi famiglie siriane, che volti le spalle alla storia di corruzione, intimidazione, dispotismo.

Questa è la nostra visione e queste sono le nostre aspirazioni.