Ghalioun parla alla Siria, su al-Jazira

Burhan Ghalioun (Amal Hanano per Jadaliyya)Per la prima volta, Burhan Ghalioun, presidente del Consiglio nazionale siriano (Cns), principale piattaforma delle opposizioni all’estero e collegata con i Comitati di coordinamento locale degli attivisti in Siria, si è rivolto ai siriani in un discorso televisivo.

Ha scelto come occasione la vigilia della Festa musulmana del sacrificio e come medium la tv satellitare panaraba al-Jazira. Nel discorso di circa otto minuti (video qui sotto), Ghalioun ha assicurato che la Siria di domani sarà basata sulla volontà del popolo, espressa tramite le urne. I poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo saranno liberati dal monopolio attuale e riacquisteranno autonomia e legittimità.

Il docente di sociologia araba all’Università Sorbonne Nouvelle Paris-3, ha detto che nella Siria del futuro non ci saranno torture né nepotismo né confessionalismo. Ha espressamente rassicurato le minoranze, che saranno protette. Ha parlato ai curdi, promettendo loro che potranno acquisire i diritti negati. Ha parlato di cittadinanza come principio della nuova Siria, che renderà uguali tutti i siriani, secondo la nuova costituzione.

Ghalioun, sunnita, originario di Homs è in Francia dal 1970 ma da anni è in prima linea per la denuncia delle violazioni dei diritti umani in Siria e uno degli ispiratori della Primavera di Damasco del 2000-01. Alcuni suoi familiari, tra cui il fratello, sono stati arrestati in questi mesi di repressione. Si veda a questo link un recente ritratto di Ghalioun.

Il leader del Cns ha elogiato il sacrificio dei soldati disertori e ha invitato i militari che servono nelle file dell’esercito fedele a Bashar al Assad a unirsi ai “liberi” e a proteggere i civili. “Non basterà giustificarvi dicendo che eseguivate gli ordini (sparando sui civili)”, ha detto Ghalioun rivolgendosi ai lealisti.

La protezione dei civili è il primo obiettivo del Consiglio nazionale siriano. Per questo – ha detto Ghalioun – ci siamo rivolti sia alla Lega Araba che alle Nazioni Unite perché inviino osservatori internazionali in Siria. Ma abbiamo altre opzioni e non ne esludiamo nessuna.

Ghalioun ha detto che la fine del regime è vicina ma ha ammesso che il futuro porta con se sfide molto difficili per i siriani. Le riforme e la transizione non saranno processi facili né veloci.