Ginevra-2, un miraggio che si allontana

Lakhdar Brahimi (archivio)La conferenza internazionale sulla Siria prevista per il prossimo mese a Ginevra potrebbe essere rimandata di “qualche mese” a causa di “difficoltà presenti sui piani interno, regionale e internazionale”. Lo riferiscono il 10 ottobre 2013 ben informate fonti diplomatiche occidentali citate dal quotidiano panarabo al Hayat edito a Londra.

Nell’articolo firmato dal siriano Ibrahim Hamidi, ora in Gran Bretagna ma a lungo corrispondente da Damasco e con ottimi contatti in patria e all’estero, si afferma che oltre alle riserve del mediatore Onu Lakhdar Brahimi (foto), secondo cui “non è affatto certo che la conferenza di Ginevra possa svolgersi a novembre”, sono emerse nell’ultima settimana “difficoltà sui piani interno, regionale e internazionale”.

In particolare, si legge, alcuni attori stranieri “vorrebbero avere più tempo per modificare l’equilibrio sul terreno in vista della conferenza”. Dall’altro canto, chi intende fornire armi al variegato fronte dei ribelli, “continua a temere il rafforzamento” del fronte jihadista.

Su questo s’inseriscono le riserve dell’Iran, che “non è d’accordo sulla formula che prevede la creazione di un governo di transizione” che di fatto escluda dal potere l’attuale presidente Bashar al Assad.

Lo stesso raìs di Damasco, aggiungono le fonti, “dà ora l’impressione di sentirsi vincitore dopo il recente accordo Usa-Russia sull’arsenale chimico e continua a ripetere che rifiuta di sedersi al tavolo con l’opposizione armata”. E non si esclude che le attese elezioni presidenziali, in teoria previste per l’estate 2014, possano essere “rinviate per ragioni di sicurezza”.

Parallelamente, da giorni la principale piattaforma di oppositori all’estero, la Coalizione nazionale siriana (Cns) è tornata a ripetere la propria condizione alla partecipazione alla conferenza di Ginevra: Assad deve andarsene. La Coalizione si riunirà comunque a Istanbul il prossimo 25 ottobre per definire la sua posizione in merito. (Ansa).