Giornalisti ai tempi dello Stato islamico

I giornalisti possono lavorare nei territori dello Stato islamico (Isis) a patto che rispettino le regole imposte dal gruppo jihadista che controlla ampie regioni dell’Iraq e della Siria. Lo si apprende da una circolare diffusa dall’Isis nella regione siriana orientale di Dayr az Zawr.

La circolare contiene un regolamento in 11 punti per gli operatori dell’informazione che intendono lavorare nei territori controllati dallo Stato islamico.
Il primo punto impone ai giornalisti di prestare giuramento di fedeltà al califfo Abu Bakr al Baghdadi e a sottomettersi allo Stato islamico.

Secondo quanto riferito da Syria Deeply, un autorevole portale di notizie sulla Siria, l’Isis ha informato i giornalisti locali di Dayr az Zawr delle nuove regole. I reporter che non le hanno accettate sono stati costretti a lasciare la regione. Altri hanno preferito rimanere.

I giornalisti, si legge nel decalogo, possono lavorare per le agenzie di stampa internazionali ma non per le tv panarabe e per le emittenti televisive locali. Le tv al Jazira del Qatar, al Arabiya dell’Arabia Saudita e Orient Tv delle opposizioni siriane in esilio, sono messe al bando dallo Stato islamico.