Hezbollah, in Siria per liberare la Palestina?

Proteggere le comunità sciite che si trovano in pieno territorio siriano, oltre il confine libanese. Oppure, sostenere il regime degli Asad e la sua repressione della rivolta armata. Perché il movimento sciita libanese Hezbollah resiste a Israele intervenendo a sud-ovest di Homs?

La notizia è che almeno una dozzina di miliziani del movimento sciita libanese Hezbollah sono morti tra domenica 17 e lunedì 18 febbraio 2013 in intensi scontri ancora in corso in pieno territorio siriano, a sud-ovest di Homs, e a circa dieci km dalla porosa frontiera col Libano. Lo ha riferito un testimone oculare, abitante di Qusayr, la cittadina definita dalla fonte come “assediata dalle truppe del regime siriano e da quelle di Hezbollah”. Ma questo bilancio non può essere per ora confermato da fonti indipendenti.

Una fonte di Hezbollah aveva confermato domenica l’uccisione di almeno un membro della milizia filo-iraniana negli scontri in Siria. E lunedì il sito di al Manar, la tv del Partito di Dio, ha pubblicato l’annuncio della morte di un suo miliziano “mentre compiva il dovere di jihad“. Nella notizia non si precisavano le circostanze della morte né il luogo della sua uccisione. Analoghi annunci erano stati pubblicati nei mesi scorsi dai media di Hezbollah in corrispondenza con la morte di suoi combattenti in Siria, confermata in seguito pubblicamente dal leader del movimento il sayyid Hassan Nasrallah.

Interpellato via Skype – a causa della difficoltà di raggiungere telefonicamente la martoriata zona – Abed Abderrazzak, 33 anni e originario di Qusayr, ha raccontato di aver seguito ieri i combattenti di Qusary impegnati nel resistere all’avanzata delle milizie che sostengono il regime siriano. “Negli scontri sono morti dai 12 ai 17 Hezbollah ma non siamo riusciti a recuperare nessuno dei loro corpi”, afferma Abderrazzaq, che precisa che “nel tentativo di recuperare le salme degli Hezbollah abbiamo perso una decina di nostri uomini”.

Secondo il comunicato odierno del Comando militare dell’Esercito libero (Esl) di Qusayr da 48 ore truppe di Hezbollah assistite da unità dell’esercito governativo siriano hanno concentrato l’attacco attorno ai villaggi di Abu Huri, Safarja e Burhaniyya, che si trovano pochi km a ovest di Qusayr. E’ questa – secondo le fonti – la linea del fronte tra territori siriani, abitati in prevalenza da sciiti fedeli a Hezbollah, e il resto del territorio di Qusayr, abitato per lo più da sunniti.

Tra i villaggi sciiti nei pressi di Qusayr e il vicino territorio libanese, c’è una continuità confessionale a maggioranza sciita. Questo argomento è stato usato nei mesi scorsi dal sayyid Hasan Nasrallah di Hezbollah per legittimare la presenza di miliziani sciiti in pieno territorio siriano. Dal canto loro, i combattenti di Qusayr considerano la presenza di Hezbollah “un’invasione” del loro territorio e della sovranità siriana.

La presenza militare di Hezbollah in Siria è attestata finora solo nei territori dove c’è una consistente comunità sciita duodecimana o nei pressi del santuario sciita di Sayyida Zaynab a sud-est di Damasco. Ma tramite il corridoio Homs-Qusayr-Beqaa sono passati per anni convogli militari e rifornimenti di armi al Partito di Dio.    Più che sostenere direttamente gli Asad, gli Hezbollah sembrano pensare prima di tutto ai loro interessi. Per loro, la “resistenza a Israele” e la loro sopravvivenza politica e militare oggi passano anche per la campagna di Homs.