I ribelli rassicurano i cristiani di Aleppo e non solo

I ribelli siriani anti-regime dell’Esercito libero (Esl) di Aleppo assicurano che intendono proteggere i cristiani della città, ribadiscono la loro determinazione nel conservare il mosaico siriano di confessioni ed etnie e invitano i cristiani a unirsi alla lotta contro il regime.

In un documento pubblicato nelle ultime ore e letto, in un filmato amatoriale, dal maggiore Anas Ibrahim della brigata Fath operativa ad Aleppo e composta da disertori e civili sunniti, si afferma che “l’Esl è presente nel quartiere di Bustan al Basha e si trova ai margini del rione Midan, dove si spera entrerà. Sono entrambe aree abitate in maggioranza da cristiani”.

“La Siria – prosegue il comunicato – è stata sin dall’antichità la levatrice naturale di tutte le religioni e le confessioni e tale rimarrà. L’Esl considera il tessuto sociale siriano una enorme ricchezza culturale che parteciperà alla costituzione della Siria di domani”. “Per questo motivo, l’Esercito libero assicura che proteggerà questo tessuto e che rafforzerà le sue relazioni con tutte le componenti del popolo e con le minoranze per costruire la Siria futura”.

Il maggiore Ibrahim appare nel video mentre legge il testo sullo schermo di un computer davanti al quale c’è una copia aperta del Corano. Il rappresentante dell’Esl cita un verso della tradizione del profeta Maometto in cui si ricorda che i fedeli delle religioni monoteiste vanno trattati nel migliore dei modi. “A partire da questo, l’Esercito libero annuncia al mondo di mettere sotto la sua protezione e difesa i cristiani e tutte le diverse minoranze, i loro luoghi sacri, i loro fedeli e i loro averi”.

I ribelli invitano inoltre i cristiani di Aleppo a unirsi alla “rivoluzione”: “L’Esercito libero si appella ai suoi fratelli (cristiani) perchè si schierino a fianco dei loro fratelli rivoluzionari che difendono la patria senza guardare all’etnia o alla religione”.

Qui di seguito un altro video in cui un miliziano dell’Esl rassicura gli abitanti cristiani del quartiere che l’Esl si appresta a conquistare.