Yara Bader, il curriculum di una terrorista

Yara Bader è di nuovo in carcere. Anche lei un’agente del complotto straniero, una terrorista. Ma chi è Yara Bader?

Figlia del giornalista Anwar Bader, incarcerato per lunghi anni nelle prigioni della famiglia al Asad, al potere in Siria da più di 40 anni, assieme a Faraj Bayraqdar e Faek Ali Hwaijeh.

La Bader è co-direttrice del  Centro siriano per i media e la libertà di espressione (Scm) ed è la moglie di Mazen Darwish, fondatore e direttore dello stesso centro, anche lui più volte dietro le sbarre e attualmente disperso nei meandri delle celle sotterranee dei servizi di sicurezza.

Yara Bader era stata arrestata lo scorso 16 di febbraio con tutti i membri dell’Scm dagli uomini delle mukhabarat dell’aeronautica e rilasciata 48 ore dopo assieme ad altre cinque donne del centro. Avevano però tutte  l’obbligo di presentarsi ogni giorno – dalle 9 di mattina alle 2 del pomeriggio – negli uffici dei servizi segreti  per “ulteriori interrogatori”.

Il 22 aprile scorso è stata arrestata di nuovo su ordine della procura militare di Damasco con l’accusa di “pubblicazione e diffusione di materiale proibito”.

Otto ore prima, Yara aveva scritto sulla sua pagina Facebook: “Domani… il domani che verrà, tra otto ore potrei rivedere Mazen dopo 66 giorni. Domani… so che sarà forse dopodomani o in questi giorni. Bene comunque. Spero sia così per tutti i detenuti della Siria: Yahyia, Islam, Yara e tutti gli altri”.

Pensava che quel sabato avrebbero liberato Mazen, suo marito. Non immaginava che le avevano preparato una trappola.