Il montatore di Piazza degli Omayyadi

Schermata dalla tv del regime siriano, 30 gennaio 2014

Un giovane medico britannico, Abbas Khan, recatosi in Siria per prestare soccorso a civili nelle regioni settentrionali viene arrestato dal regime siriano e chiuso in una cella a Damasco. Muore in carcere.

Lì, poco prima di esser liberato e cosciente che a breve avrebbe riabbracciato i propri cari, si suicida. Questo è il racconto del regime fornito il 17 dicembre 2013.

Settimane dopo sua madre, Fatima Khan, si reca a Ginevra per incontrare la delegazione del regime impegnata nei colloqui mediati dall’Onu. E in strada, all’uscita dall’albergo, incontra alcuni delegati del regime e chiede loro urlando:”Perché avete ucciso mio figlio?!”. La scena è immortalata da alcune telecamere di media internazionali (vedi video in basso).

La madre di Abbas Khan, come del resto il governo britannico, non crede alla versione del suicidio. Ma i media del regime non possono permettere che la versione ufficiale di Damasco venga sbugiardata così facilmente.

Da Damasco corrono ai ripari. E da piazza degli Omayyadi – dove ha sede la tv del regime – chiamano i loro inviati a Ginevra dando loro indicazioni di confezionare un bel contro-servizio sulla vicenda Khan.

Una volta intercettata la madre del medico britannico, con pazienza e vasellina gli inviati della tv Ikhbariya e del primo canale siriano cominciano a intervistarla, in inglese, facendo finta di non essere al corrente affatto della storia del giovane medico (vedi in basso il backstage – non autorizzato – dell’intervista).

La madre di Khan non sembra essere molto cosciente del gioco mediatico. Inizialmente si stupisce che gli intervistatori del regime non conoscano i dettagli della storia di suo figlio (“Ma non conoscono la storia…!”). Con pazienza però riassume tutta la vicenda.

Parla a lungo. E offre così molto materiale crudo’ per i sapienti montatori della tv del regime. In serata, il titolo e il senso del servizio trasmesso da al Ikhbariya e dal primo canale siriano sono: “La coalizione [delle opposizioni in esilio, n.d.r.] costringe la madre del medico britannico, che si è suicidato in Siria, a dire bugie…” (foto in alto). Tutto logico, no?

Primo video. Fatima Khan urla ai delegati del regime a Ginevra: “perché avete ucciso mio figlio?!”

 

Secondo video. Il backstage – non autorizzato – dell’intervista condotta dagli inviati del regime

 

Terzo video: Fatima Khan intervistata da Channel4 News britannico prima della conferenza di Ginevra.