Il Patriarca legge Sana

Terrorista, secondo la SanaLa notizia odierna è che a Bkerke, sede del patriarcato maronita sulle montagne libanesi, sono attenti lettori del notiziario dell’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana. Lo si apprende leggendo le sorprendenti dichiarazioni attribuite dallo stesso patriarcato a monsignor Bishara al Rai, capo della chiesa maronita appena rientrato dalla sua prima visita in Francia.

Dopo aver difeso, parlando di fronte ai vescovi transalpini, il presidente Bashar al-Asad (“è un riformatore, poverino, diamogli tempo”), il patriarca ha chiesto ai suoi di sedare le polemiche scatenatesi in Libano, diffondendo un comunicato che, come si dice in gergo, “è una toppa a colori”.

“La Chiesa (maronita) non difende nessun regime della regione”, si legge nel testo di Bkerke citato oggi dal quotidiano francofono libanese L’Orient-Le Jour. “I popoli sono liberi di scegliere il regime che preferiscono”. Certamente, monsignore, i siriani sono liberi di scegliere il regime che preferiscono. È una verità evidente sotto gli occhi di tutti. In particolar modo da sei mesi.

Ma le vittime civili siriane non sono riportate dalla Sana. E a Bkerke nessuno si è accorto che i siriani non hanno molti margini di manovra nel disegnare il loro futuro. “Il patriarca si è detto ostile all’uso della violenza – prosegue il comunicato – da qualsiasi parte essa provenga, dallo Stato o dalla parte che reclama un cambiamento”.

Quindi il climax. Le forze armate siriane sono “attaccate da gruppi ben addestrati, ben armati e ben organizzati”. La Sana quasi ogni giorno fornisce testimonianze di questi “terroristi”. Peccato che finora nessuno abbia potuto dimostrare la reale presenza in Siria di bande di terroristi armati “ben armati”, “ben addestrati” e “ben organizzati”.