Il professor Tahhan di Aleppo in carcere, perché?

Jamal Tahhan, Aleppo(di Giacomo Longhi) Jamal Tahhan, professore di storia all’Università di Aleppo e all’Institut Français du Proche Orient (Ifpo), è stato arrestato. Secondo alcune fonti non confermate è morto in carcere sotto tortura.

E’ stato mio insegnante di storia all’Istituto Francese di Aleppo, l’ho stimato sia come professore sia come persona. Un uomo dotato di umorismo, ironia, passione per il suo lavoro e attenzione agli altri.

Tahhan (foto a destra) era stato arrestato lo scorso 20 luglio. Alle tre di notte la polizia l’aveva prelevato dalla sua abitazione ad Aleppo senza nessun mandato ufficiale. Non si erano più avute notizie fino a settembre, quando era stato comunicato il suo trasferimento al carcere di Adra, vicino a Damasco.

I famigliari erano già allora preoccupati per le sue condizioni di salute: solo tre settimane prima dell’arresto era stato operato per un tumore alla prostata.

Tahhan, dottore in filosofia e membro dell’Unione degli scrittori arabi e dell’Unione dei giornalisti, ha pubblicato più di trenta libri di storia, letteratura e critica. Ed è stato editorialista e direttore di diversi giornali ad Aleppo, ricevendo numerosi riconoscimenti.

Il 28 novembre scorso è stata diffusa da alcuni canali satellitari e social network l’allarmante notizia che Jamal Tahhan è deceduto in seguito alle torture subite in carcere. La notizia continua a non essere né confermata né smentita da parte delle autorità siriane, nonostante il figlio si sia recato di persona al Dipartimento di sicurezza per conoscere lo stato di salute del padre.

Su Facebook è stato lanciato un appello per chiedere che sia fatta luce sul destino di Tahhan. E che venga restituito il corpo ai familiari nel caso della sua morte. Il 1 dicembre scorso è stato anche sollecitato l’intervento degli accademici di Aleppo per fare pressioni sul Dipartimento di sicurezza.

L’appello di Giacomo Longhi. L’arresto di Jamal Tahhan rappresenta un atto di barbara codardia. Si mette a tacere una delle voci più libere e impegnate del suo Paese.

Il professor Tahhan è un profondo conoscitore della storia della Siria in generale e di Aleppo in particolare. Aveva specializzato i suoi studi sull’esperienza politica e umana di Abd al-Rahman al-Kawakibi, l’intellettuale aleppino oppositore del dispotismo dell’ultimo periodo del governo ottomano.

Tahhan è stato tra i firmatari dell’Appello di Aleppo, un documento redatto da professori e personalità politiche in cui si domandavano urgenti riforme per la Siria (così come è stato redatto per le altre città, Damasco, Hama, Homs, Lattakia). La città di Aleppo chiede unita il suo rilascio, la sua perdita lascerebbe un vuoto umano culturale e politico incolmabile.

Chiedo di unirci all’appello per il suo rilascio e di diffondere il più possibile la notizia del suo arresto, mai come ora è urgente fare pressioni per avere chiarezza sulla sua sorte.