In diretta da Bab Amro, “Finora ho visto una decina di morti”

In diretta da Bab Amro, martoriato quartiere di Homs da stamani sotto il fuoco dell’artiglieria governativa, un giornalista europeo che preferisce rimanere anonimo per non allarmare la famiglia, è riuscito a collegarsi a Internet e a raccontare brevemente via Skype la situazione.

“Qui si parla di trenta morti a Bab Amro. Una decina li ho visti io nella casa adibita a pronto soccorso qui vicino. Sono riuscito soltanto ad andare lì perché andarsene in giro è ‘imprudente'”.

“Il bombardamento è veramente casuale e i cecchini cambiano spesso di posizione, quindi è davvero un terno al lotto”.

“Feriti? Non so che dirti, ma tra lievi e seri immagino superino agevolmente la cinquantina. Ci siamo rintanati nell’edificio adibito a ufficio stampa del quartiere. Adesso (13 ore locali, le 12 in Italia) il bombardamento si è affievolito, ma si sentono comunque boati grossi (anche molto molto vicino) con una frequenza di uno o due al minuto. Poi ricomincia il caos”.

“Mortai? Di sicuro da 60 e 82 mm. Credo anche tank shell. Qui gli attivisti parlano anche di razzi, ma io non posso confermarlo”.

“I morti vengono seppelliti senza funerale. Troppo pericoloso. Li interrano in un posto visibile ai cecchini, quindi generlamente va una sola persona, massimo due. Fa la fossa e ricopre il tutto. Se i cecchini vedono qualcuno in più sparano. A noi non è permesso andare”.

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