In origine era Monot

via dell'Uruguay (L'Orient-Le Jour)In origine era Monot. Poi è stato Gemmayze. Ora è Mar Mikhail. E domani? Sarà forse via dell’Uruguay? I luoghi della movida est-beirutina cambiano a ritmi veloci.

Hamra, dall’altra parte del Ring, è un’altra storia. Una storia a sé. Con alti e bassi, con chiusure e aperture che non sembrano esser collegate a quanto avviene ad Ashrafiye e dintorni.

Secondo Patricia Khoder de L’Orient-Le Jour, i locali della via dal nome (qui) esotico stretta tra la fontana dedicata a Samir Qassir, la libreria (sconosciuta ai più) del Burj e il palazzo del quotidiano an Nahar è destinata forse a togliere clienti ai numerosi locali notturni e pub aperti negli anni scorsi a Gemmayze e poi a Mar Mikhail.

Quando via Monot conobbe il declino, attorno al 2005, si disse che era ormai frequentata solo da adolescenti. E Gemmayze – un tempo quartiere popolare fatto di botteghe di artigiani, macellai, fruttivendoli, sarti, carpentieri – si riempì piano piano di quei trentenni in fuga dalla via vicino all’Università gesuita.

Ma anche Gemmayze si è riempita di adolescenti. E i trentenni e i numerosi expat si sono poi affollati alle osterie di Mar Mikhail, solo tre anni fa roccaforte di ferramenta, venditori di pezzi di ricambio di auto, elettrodomestici, tubi, corde, condizionatori, carrucole e pistole per stuccare i muri.

Mar Mikhail è ormai il luogo trendy di certa gente che abita a Beirut. Per quanto ancora? Nell’attesa, “andiamo a berci una sciocchezza in via dell’Uruguay… in quel nuovo bar aperto da un mio amico… sì, proprio lui, il figlio del fruttivendolo. Il padre ha chiuso e il figlio ha aperto il locale!”.