Muallim non sa chi siano gli “shabbiha”

Nabil al Arabi, segretario generale della Lega ArabaContinua il balletto terminologico tra Lega Araba e Siria circa i contenuti del protocollo che definisce il quadro della missione di osservatori che dovrebbe operare nel territorio siriano nell’ambito del piano arabo per metter fine alle violenze.

In tal senso, nell’ultima lettera inviata da Nabil al Arabi, segretario generale dell’organizzazione basata al Cairo, al ministro degli esteri siriano Walid al Muallim, il primo risponde al secondo spiegando il senso del termine “shabbiha”.

Nel suo messaggio, Muallim aveva tra l’altro fatto sapere di non aver compreso il significato della parola, da mesi usata da attivisti siriani per indicare le milizie lealiste armate, formate per lo più da alawiti di clan fedeli alle famiglie al potere da 41 anni.

“Per quanto riguarda il senso delle bande di shabbiha – si legge al punto n.8 della lettera di al Arabi a Muallim – come voi sapete secondo la concezione generale s’intende per ‘shabbiha’ colui che imbraccia armi di diverso tipo in modo non legale ma che è sostenuto da entità ufficiali, con lo scopo di terrorizzare i civili che partecipano alle manifestazioni e alle proteste pacifiche, oppure con lo scopo di aggredirli e assaltare le loro proprietà private”.