Libano, finanziaria è stangata fiscale

E’ una legge finanziaria amara per i libanesi quella che il governo ha cominciato a discutere in questi giorni. La bozza della normativa, presentata ieri al consiglio dei ministri dal ministro delle Finanze Mohammad Safadi, prevede un sostanziale aumento delle tasse con il doppio obiettivo di dare un segnale rassicurante ai mercati finanziari internazionali e a procurare fondi per una serie di investimenti statali previsti per ammodernare le infrastrutture del Paese.

La bozza prevede un aumento dal 10% al 12% dell’Iva, dal 5% all’8% sugli interessi bancari e l’introduzione di un’imposta del 3% sulle vendite degli immobili.Il ministro Safadi, promettendo una serie di esenzioni e riduzioni d’imposta per le classi meno abbienti, ha sottolineato la necessita’ dei sacrifici fiscali per finanziare una serie di investimenti pubblici che dovrebbero favorire il rilancio dell’economia, che quest’anno, secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale, crescera’ solo dell’1,3%, il dato piu’ basso negli ultimi cinque anni.

Due miliardi di dollari dovrebbero essere spesi nel 2012 per il potenziamento della distribuzione di elettricita’ e acqua, per il miglioramento della rete stradale e delle telecomunicazioni.Allo stesso tempo, con la legge finanziaria il governo si propone di ridurre la percentuale del deficit pubblico sul prodotto interno lordo (Pil) dal 9,4% all’8,1% e quella dell’indebitamento dal 135% al 132% (scritto da Alberto Zanconato per AnsaMed).