Medico britannico muore nelle carceri di Asad

Abbas Khan, morto nelle carceri siriane nel dicembre 2013“E’ stato di fatto assassinato”. Parole di fuoco quelle pronunciate dal sottosegretario del Foreign Office, Hugh Robertson. E’ così che il governo di Londra risponde alla notizia della morte di Abbas Khan, il 32enne medico britannico deceduto mentre si trovava da oltre un anno in un carcere gestito dal regime di Damasco.

L’ortopedico londinese era stato catturato dalle forze di sicurezza siriane ad Aleppo, mentre aiutava i civili feriti nel corso del conflitto. Il governo di Londra ha aggiunto che non ”non ci sono scuse” per il terribile trattamento riservato al suo cittadino che è stato sottoposto per mesi a torture e sevizie.

A diffondere la notizia della sua morte era stata la famiglia. Abbas doveva essere liberato proprio questa settimana, in base agli accordi presi dal regime col deputato britannico radicale George Galloway. ”Lo avevano garantito le autorità siriane – ha detto alla Bbc il fratello Afroze Khan – Era pronto per tornare a casa”.

La versione delle autorità siriane ha invece sollevato non pochi dubbi. Parlando alla Bbc, il vice ministro degli Esteri di Damasco, Faisal Mekdad, ha detto che il prigioniero era apparso di buon umore e poi è stato trovato impiccato nella sua cella: ha usato il pigiama per togliersi la vita.

Era stata lanciata una campagna internazionale per liberare il medico di Londra, che aveva coinvolto anche migliaia di persone su Twitter. Ma non è servito ad evitare la sua morte. Khan era originario di Streatham, nel sud di Londra, e aveva lavorato in diversi ospedali sempre occupandosi di ortopedia.

Dopo lo scoppio del conflitto in Siria aveva sentito il bisogno di andare in una delle città più martoriate, Aleppo. Il dottore sarebbe stato accusato dal regime di soccorrere donne e bambini in pericolo di vita, ‘reato’ considerato come atto di terrorismo da Damasco. Khan era stato arrestato subito dopo il suo arrivo perché non aveva un visto valido.

Lavorava per una organizzazione di volontariato con base in Turchia e aveva deciso di entrare clandestinamente in Siria. In due lettere inviate alla madre, che era riuscita a vederlo in carcere a Damasco, il medico aveva detto che era stato obbligato anche a torturare gli altri prigionieri. Amnesty International dopo la morte di Khan ha chiesto al governo britannico di fare pressioni in sede Onu per riferire quanto sta accadendo in Siria alla Corte penale internazionale.  (17 dicembre 2013, Ansa).