Montreux, conferenza stampa in salsa asadiana

Un ministro dell’informazione che arriva in sala stampa… ma si rifiuta di rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Per un membro del regime siriano è normale. Qui di seguito la cronaca di quanto avvenuto oggi a Montreux, a margine del primo giorno della conferenza internazionale sulla Siria. 

Dieci minuti di bagarre, urla e confusione nella sala stampa della conferenza di pace sulla Siria a Montreux, quando il ministro dell’informazione siriano Omran al Zoubi (foto) è entrato nel media center.

Dopo le dichiarazioni sul futuro di Assad (“non lascerà il potere”), ha invitato i giornalisti ad andare in Siria “a vedere quello che succede”, ma si è rifiutato di rispondere alle domande, in particolare a quelle dei reporter vicini all’opposizione.

Sono cominciati spintoni tra giornalisti, cameraman e le guardie del corpo del ministro che sembravano non trovare l’uscita del media center, portandolo al primo piano dove ci sono le postazioni dei reporter, per poi scendere di corsa inseguiti da microfoni e telecamere.

“Non ha risposto alle nostre domande”, ha detto un giornalista dell’Aleppo Media Center, Adnan Hadad, dopo aver urlato in arabo al ministro: “Volete davvero negoziare per la Siria? Allora perché continuate a bombardare i civili?”. “Non importa quanti sostenitori il regime abbia dentro la Siria e qui fuori (i manifestanti che stamani inneggiavano a Bashar al Assad fuori dalla sede della conferenza), noi continuiamo a non riconoscere questo governo come legittimo”, ha poi aggiunto sfogandosi con altri colleghi. “Non può venire qui a rappresentare la Siria”.

Il reporter di Aleppo ha poi spiegato che la sua città è “libera dai membri dell’Isis (Stato islamico dell’Iraq e del Levante)”, ma che il regime “continua a bombardare le zone popolate da civili invece che quelle dell’Isis”, che è “sostenuto dal regime, se non addirittura guidato”. (Ansa).