Muore Hikmat Shihabi, uno dei fedelissimi di Asad padre

(di Lorenzo Trombetta) E’ morto all’età di 82 anni il generale siriano Hikmat Shihabi, ex capo di Stato maggiore e primo alto responsabile siriano a incontrare ufficialmente un collega israeliano. La TV di Stato siriana ha comunicato la morte di Shihabi, avvenuta il 4 marzo in California, dove si era trasferito con la famiglia dal 1998, anno del suo pensionamento forzato.

La sua uscita dalla cerchia di potere era coincisa con una serie di epurazioni decise da Asad padre in vista dell’avvento alla presidenza del figlio Bashar, formalizzata nel luglio 2000.

Shihabi era nato nel 1931 ad al Bab, a est di Aleppo, e non a Bab al Hawa (Idlib) come alcune fonti su Internet scrivono in questi giorni. Era uno dei sunniti – delle regioni rurali – che hanno accompagnato per decenni Asad padre nella gestione del potere.

Baatista della prima ora, svolse un ruolo cruciale nell’evitare che l’aviazione siriana andasse in soccorso delle milizie palestinesi di Arafat sotto i bombardamenti giordani nel settembre del 1970. Ricoprì l’incarico di vice dei servizi di sicurezza militari (1970-73) e fu poi nominato capo di Stato maggiore nel 1974.

In quello stesso anno guidò la delegazione siriana ai negoziati per l’armistizio concluso con Israele dopo la disfatta della Guerra d’Ottobre (celebrata dalla propaganda come “Guerra di liberazione” perché gli israeliani dopo aver distrutto tutto quello che potevano distruggere sul Golan, lasciarono il capoluogo Qunaytra a Damasco).

Il generale Shihab – anche noto come Abu Hazem – era uno dei comandanti impegnati nella repressione di Hama del 1982 (a dimostrazione che non è tutto spiegabile come un confronto tra alawiti e sunniti). Assieme ai sunniti Mustafa Tlas (allora capo dei tribunali speciali, poi ministro della difesa) e Abdel Halim Khaddam (all’epoca governatore della città e poi ministro degli esteri e vice presidente).

Negli anni ’80, Shihabi fu uno dei pochi alti ufficiali siriani a ricevere un addestramento negli Stati Uniti (la Russia e i Paesi dell’Est Europa), tanto da venir accusato da alcune parti (e persino da Mustafa Tlas) di essere una “spia della Cia”. Accuse smentite di fatto dallo stesso Asad, che fino alla metà degli anni ’90 gli affidò le chiavi dei delicati e inediti negoziati diretti con Israele. Shihabi fu il primo responsabile siriano a sedersi allo stesso tavolo di un collega israeliano. Era il 1994 e a Washington incontrò Ehud Barak. Furono incontri preparatori per i negoziati che si avviarono più formalmente nel 1996.

Abu Hazem fu anche uno degli artefici delle politica siriana in Libano durante gli anni della guerra civile (1975-90). Insieme a Khaddam e a Ghazi Kanaan (alawita, responsabile per vent’anni delle mukhabarat militari all’ombra dei Cedri), ha protetto per anni gli interessi di Damasco in uno scenario in continuo mutamento. A quel tempo risale la sua amicizia col leader druso Walid Jumblat (un altro da tempo accusato dai suoi detrattori di essere una spia americana), che lo ha ricordato all’indomani della sua morte. “Lo avevo incontrato a Parigi di recente”, quando la rivolta in Siria era già cominciata. “E mi disse: ‘Caro Walid, la Siria che conosciamo non tornerà più'”.

Shihabi nell’aprile del 2011, poche settimane dopo le prime proteste a Damasco e a Daraa, era tornato a Damasco dalla sua residenza in California e aveva chiesto un appuntamento con Bashar al Asad. Lo stesso Bashar – dicono fonti informate a palazzo – che Abu Hazem aveva visto crescere. Ma Asad figlio, secondo quanto affermano diverse fonti concordanti, non ha mai ricevuto Shihabi nel 2011. La circostanza è confermata da Jumblat. Il figlio maggiore di Shihabi, Hazem, è console siriano in California ed è uno dei più generosi donatori dell’Università di California di Irvine (6 marzo 2013).