Rima Dali rinchiusa nella ‘Sezione Palestina’

‘Sezione Palestina’. Faraa Filastin. Cos’è? E’ un’ala dell’esercito siriano per liberare la Palestina? No. E’ un dipartimento delle mukhabarat militari del regime di Damasco creato inizialmente, nei primi anni ’70, per gestire i i gruppi della resistenza palestinese cooptati da Damasco e usati esclusivamente per servire gli interessi siriani.

Da diversi decenni la ‘Sezione Palestina’ è però una delle più temute istituzioni dell’apparato di controllo e repressione del regime. Le torture sperimentate nei sotterranei dei suoi uffici a Damasco sono raccontate dal poeta e dissidente Faraj Bayraqdar nell’opera “I tradimenti della lingua e del silenzio”.

Bayraqdar ha trascorso molti anni in quelle segrete. Forse nella stessa cella dove da giorni giace Rima Dali, l’attivista alawita che ha osato chiedere in modo pacifico “la fine di tutte le operazioni militari” in Siria.

Rima era tornata in strada a manifestare alla fine di novembre nel centro di Damasco con altre tre compagne. Salafite? Barbute? No. Quattro ragazze, con indosso abiti da sposa. Sunnite che vogliono lo Stato islamico? Attentatrici suicide della Jabhat al Nusra “affiliata di al Qaida”? No, attiviste per uno Stato civile e plurale. Tutte e quattro provengono da comunità dell’eterodossia sciita: alawite, druse, ismailite.

Dalla pagina Facebook della campagna “Fermate le uccisioni. Vogliamo costruire una patria per tutti i siriani”  mercoledì 28 novembre appariva la notizia che Rima Dali è stata trasferita nella ‘Sezione Palestina’, mentre le altre tre ragazze Ruaa Jafaar, le sorelle Kinda e Lubna Zaaur sono rimaste nella sezione al Khatib, sempre a Damasco.

Rima Dali è l’ispiratrice della campagna “Fermate le uccisioni. Vogliamo costruire una patria per tutti i siriani”. La prima volta sventolò un lenzuolo rosso con questa scritta rossa di fronte alla sede del Parlamento siriano, nel centro di Damasco (foto in alto a sinistra). Fu arrestata.

Chi è passato sotto i ferri della ‘Sezione Palestina’ afferma che è questo è peggio della famigerata prigione di Tadmor (Palmyra). Perché il regime teme così tanto Rima Dali e le altre tre “spose siriane”?