Sanzioni arabe contro la Siria, “campione dell’arabismo”

Homs, 24 novembre 2011Dopo otto mesi e mezzo di sanguinosa repressione contro i civili siriani anti-regime, la Lega Araba ha per la prima volta nella sua storia imposto sanzioni contro un suo Stato membro, la Siria, che era già stata sospesa un mese fa per non aver di fatto accettato il piano proposto dall’organizzazione inter-araba per tentare di metter fine alla mattanza.

La repressione odierna ha fatto registrare il 27 novembre uno dei suoi picchi più drammatici, con l’uccisione, secondo fonti dei media non controllati dal regime, di almeno 32 civili, freddati dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad. L’agenzia ufficiale Sana ha invece riferito dell’arresto e dell’uccisione di numerosi terroristi nei diversi epicentri della rivolta e di manifestazioni lealiste a Latakia, Tortosa e a Darbasiye, nella zona a maggioranza curda nel nord-est del Paese. Sempre la Sana ha dato notizia dei funerali di nove tra militari e agenti delle forze dell’ordine uccisi sempre da terroristi in non meglio precisate date.

Nella riunione  della Lega Araba svoltasi nella capitale egiziana, il Libano si è detto contrario alle sanzioni e l’Iraq ha espresso riserve. Il Paese dei Cedri è tradizionalmente sotto l’influenza di Damasco, mentre a Baghdad il governo di Nuri al Maliki è da tempo vicino alle posizioni dell’Iran, principale alleato regionale della Siria. L’Iraq è inoltre il secondo più importante partner economico-commerciale di Damasco, dopo l’Unione Europea, con un volume di scambi annuo che sfiora i sette miliardi di euro.

Tra le misure restrittive adottate oggi figura il congelamento delle transazioni commerciali e dei conti bancari del governo siriano, il divieto di visto di ingresso nei Paesi arabi agli esponenti del regime, lo stop alle relazioni con la Banca centrale siriana e agli investimenti nel Paese. In attesa di una reazione ufficiale, Damasco ha parlato per bocca della sua tv di Stato, che ha definito “un atto di tradimento” le sanzioni “dirette contro il popolo”.

Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Hamad ben Jasem al Thani, presidente di turno della Lega Araba, ha affermato che le misure devono essere operative a partire da oggi. Entro una settimana, un comitato tecnico definirà la lista di alti personaggi siriani da mettere al bando. Nell’approvare le sanzioni economiche alla Siria, la Lega Araba ha manifestato la sua preoccupazione per evitare un intervento straniero nel Paese. “Non vogliamo provocare altra sofferenza al popolo siriano”, ha detto il premier del Qatar.

Intanto, secondo quanto riferito dal Centro di documentazioni delle violazioni in Siria, legato ai Comitati di coordinamento locale degli attivisti, sono 31 i civili uccisi oggi. Tra le vittime figurano anche due adolescenti. Le uccisioni sono avvenute a Homs, principale epicentro della protesta, e nella regione centrale di Hama, quella nordoccidentale di Idlib, quella orientale di Dayr az Zor, in quella costiera di Tortosa e in alcuni sobborghi di Damasco.