Sei osservatori Onu a monitorare il “cessate il fuoco”

(Aggiornato alle 17:30 ora di Damasco del 16 aprile 2012). All’indomani dell’uccisione in Siria di 32 persone, vittime secondo gli attivisti anti-regime delle forze governative, sono da stamani operativi i primi sei osservatori internazionali guidati dal colonnello marocchino Ahmad Himmish (Himmiche). I sei sono alloggiati allo Sheraton di Damasco (foto).

Himmish guida la squadra tecnica incaricata di preparare il terreno all’arrivo di altri scaglioni di berretti blu disarmati, provenienti dal contingente della missione Untso, creata dall’Onu nel 1948, basata a Gerusalemme e che da decenni ha il compito di fornire uomini per il monitoraggio delle tregue nella regione.

Inizialmente, l’Onu aveva nominato il generale norvegese Robert Mood a capo della neonata missione. Ahmad Fawzi, portavoce di Annan ha precisato che Mood ha preparatola missione degli osservatori internazionali. ”Ha concluso l’incarico di valutazione la settimana scorsa a Damasco, ha fatto un rapporto ad Annan ed e’ tornato in Norvegia giovedì, a missione conclusa”, ha riferito Fawzi. La decisione su chi sarà il comandante della futura missione di osservatori (composta da circa 250 persone) sarà presa dal Segretario generale dell’Onu ”a tempo debito”, ha aggiunto Fawzi.

La costituente missione Onu in Siria avrà il compito di vigilare su un cessate il fuoco già ampiamente violato e verificare il rispetto degli altri cinque punti del piano elaborato da Annan. Nei prossimi giorni sono attesi a Damasco altri 25 berretti blu.

Damasco, che ieri denunciato l’escalation di azioni terroristiche compiute da non meglio precisati gruppi armati, ha ribadito che “per ragioni di sicurezza” gli spostamenti degli osservatori dovranno essere concordati e coordinati in anticipo con le autorità locali.

La Siria ha inoltre ricordato che intende avere voce in capitolo sulla composizione della missione. Questa, secondo gli auspici dell’Onu, dovrebbe arrivare a contare circa 200 uomini, un numero che osservatori regionali giudicano insufficiente per adempiere al loro ruolo di monitoraggio del cessate il fuoco in un territorio vasto come quello siriano.