Siria, Chi ha rapito i due italiani?

Sappiamo chi li ha liberati, ma non chi li ha rapiti. I due italiani, tecnici di due ditte subappaltatrici di Ansaldo Energia, tornati domenica in patria dopo dieci giorni di sequestro a Damasco non hanno svelato i retroscena della loro scomparsa e hanno preferito affidare alla magistratura i loro segreti.

In attesa che gli atti non siano più secretati ma ora che Domenico Tedeschi e Oriano Cantani sono al sicuro nelle loro case, possiamo avanzare l’ipotesi che si è fatta strada non appena la tv di Stato di Damasco ha sventolato all’opinione pubblica l’avvenuta liberazione “da parte dell’esercito” governativo e affermato che i due italiani “erano stati rapiti da terroristi”.

A rapire i due potrebbero esser stati uomini vicini allo stesso regime siriano con il duplice obiettivo di mostrare che 1) in Siria è ormai il caos, creato dai terroristi armati da Turchia, Qatar e Arabia Saudita, e che 2) senza la copertura di sicurezza del regime sono a rischio gli interessi occidentali e la vita dei pochi loro cittadini che ancora rimangono nel Paese. Insomma, per confermare che “o Bashar o il caos”, “o Bashar o al Qaida”, “o Bashar o mille Afghanistan”.

Non è dietrologia, ma lo schema semplice usato per molti anni nel Libano della guerra civile (1975-90) dagli stessi servizi di sicurezza di Damasco e dai loro clienti a Beirut: sedicenti gruppi fondamentalisti, con sigle spesso mai conosciute prima, rivendicavano i rapimenti di occidentali, che riapparivano dopo mesi o settimane liberati “grazie a Damasco” e ai suoi “sforzi di mediazione”.

I rappresentanti dei Paesi coinvolti si recavano quindi in Siria a rendere omaggio al presidente Hafez al Asad (1970-2000) e a ringraziarlo per esser stato in grado di intercedere presso i bruti terroristi. Soldi e credito politico affluivano così nelle casse di Damasco e dei suoi alleati.

Tutto questo è stato raccontato in parte da Domenico Picco, a lungo negoziatore Onu in Libano incaricato proprio di risolvere molti rapimenti di occidentali, nel suo libro Un uomo senza pistola (2000).

Sia ben chiaro, per ora questa è solo un’ipotesi. E’ certo possibile che a rapire Tedeschi e Castani siano stati effettivamente dei terroristi non controllati da nessuno in una Siria sempre più nel caos. Ma escludo che siano stati i ribelli dell’Esercito libero: a che pro? Loro si dichiarano e soprattutto dichiarano la causa per la quale combattono. In attesa di capirci di più, rigiro qui sotto il resoconto ANSA scritto da Roma sul rientro in Italia dei due tecnici italiani domenica 29 luglio 2012.

(di Michele Esposito) ”Non sappiamo chi ci ha sequestrati, ma non c’e’ stato alcun blitz per la nostra liberazione”. E’ ancora giallo sul rapimento di Oriano Cantani e Domenico Tedeschi, i due tecnici italiani catturati nella zona di Damasco lo scorso 18 luglio e liberati venerdi’ scorso. I due connazionali, dipendenti di due ditte fornitrici di Ansaldo Energia, sono rientrati oggi in Italia, ”finalmente al sicuro”, come evidenziato dal ministro degli Esteri Giulio Terzi.

Ma, neppure una volta usciti dalla Siria, i due hanno chiarito la loro vicenda, sulla quale restano ancora diversi punti oscuri. Atterrati a Ciampino nel primo pomeriggio, Cantani e Tedeschi sono apparsi in buona salute, accolti dal capo dell’Unita’ di Crisi della Farnesina Claudio Taffuri e dalla moglie di Oriano, Anna Maria Micheli, accompagnata dal figlio. Incalzati dai cronisti presenti, i due non hanno pero’ fugato i dubbi che sin da ieri aleggiavano sul loro sequestro e, in particolare, sull’ identita’ dei rapitori, se appartenenti a frange ribelli o lealiste. ‘

‘Ancora oggi non siamo riusciti a capire chi ci abbia rapito, ma abbiamo saputo che a liberarci e’ stato l’Esercito siriano”, ha affermato Cantani. Sulle modalita’ del rilascio, l’uomo ha osservato come ”sia troppo complicato spiegarle”, limitandosi a dire che ”la nostra liberazione e’ andata bene, e’ stata una cosa tranquilla, non abbiamo avuto degli altri problemi”. Per il rilascio, ha concluso, ”non” e’ stato necessario alcun blitz.

La liberazione di Cantani (64 anni) e Tedeschi (36), era stata annunciata ieri dalla tv di Stato siriana che, mostrandoli in alcune immagini, aveva sottolineato come i due fossero stati ”rapiti da terroristi armati”. La loro cattura era avvenuta il 18 luglio, sulla strada per l’aeroporto di Damasco, da dove i due avrebbero dovuto lasciare il Paese insieme ad altri colleghi.

Entrambi lavoravano per due ditte subappaltatrici di Ansaldo Energia. Cantani, di origini venete, e’ residente a Ponzone, in provincia di Alessandria. Tedeschi, di origini pugliesi, vive invece a Roma con una compagna e una figlia piccola. Entrambi saranno sentiti dalla procura di Roma, che sulla vicenda aprira’ un fascicolo. Allora, forse, i numerosi interrogativi avranno una risposta. –