Perché arrestare oppositori interni non violenti?

Abdelki e coNotizie urgenti arrivano dalla Siria: la mattina del 19 luglio si è diffusa la notizia che il famoso artista Yusef Abdalki (il primo a sinistra nella foto) è stato arrestato a un posto di blocco lealista vicino a Tortosa assieme a Tawfiq Umran e ad Adnan Debs (foto a sinistra).

Abdalki, cristiano di Qamishli, era stato già in carcere durante l’epoca di Hafez al Asad, per due anni, dal 1978 al 1980.

Tawfiq Umran è alawita, la stessa confessione cui appartiene il clan degli Asad al potere. Mentre Adnan Debs è un druso, un’altra minoranza religiosa, arrestato più volte dall’inizio della rivoluzione siriana, scoppiata nel marzo del 2011.

La sera del 19 luglio stesso è arrivata una seconda grave notizia. Alcune fonti dicono che Abdel Aziz al Kheir (foto in basso) sarebbe morto a seguito delle torture in carcere. al Kheir è un medico, nato nel 1951 a Qerdaha, il paese d’origine degli Asad. Ha vissuto per dieci anni in clandestinità, perché condannato dalle mukhabarat del regime per la sua affiliazione al partito comunista. Nel 1992 è stato scoperto e arrestato. È rimasto in prigione per 13 anni, fino al 2005. Il 21 settembre 2012 è stato arrestato nuovamente, di ritorno da una visita ufficiale in Cina, dopo un incontro con il ministro degli Esteri di Pechino e da allora non si avevano sue notizie. Fino a ieri. Kheir-CCN-300x206

Tutti e quattro gli arrestati sono membri del Comitato di coordinamento nazionale (Ccn), piattaforma politica nata nel 2011 all’ombra delle rivolte popolari e composta da personalità laiciste, progressiste, marxiste e curde in polemica con le opposizioni in esilio dominate da correnti islamiste e liberali. al Kheir è uno dei primi fondatori del Ccn ed è stato ospite nell’estate del 2012 della Comunità di Sant’Egidio assieme ad altri esponenti dell’opposizione in patria.

Fanno dunque tutti parte dell’opposizione interna, quella con cui – stando alle parole del presidente Bashar al Asad e dei suoi ministri – il regime si affanna a cercare il dialogo per trovare una soluzione politica alla crisi nel Paese, al riparo da ingerenze esterne.

Tutti e quattro gli arrestati appartengono a minoranze confessionali, proprio quelle che il regime degli Asad – e i suoi sostenitori, dentro e fuori dalla Siria – afferma di garantire e proteggere.

Tutti e quattro gli arrestati sono intellettuali dissidenti, pacifici e laici che rappresentano la “terza via” alla polarizzazione tra il regime degli Asad e i gruppi estremisti armati. Perché da noi, in Italia, nessuno ha speso una parola per loro?

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* L’immagine riprodotta nella pagina principale è un’opera di Yusef Abdalki.